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Si prepara il successore di Geronzi, l’ipotesi Galateri

di Giuliana Ferraino

MILANO— La nuova stagione delle Generali comincia subito. Entro domani sera sarà scelto il nuovo presidente al posto del dimissionario Cesare Geronzi, che andrà a guidare la Fondazione del Leone. I consiglieri avrebbero già individuato una rosa di candidati potenziali, tutti al di fuori del board del gruppo assicurativo. Per risolvere la successione è stato convocato un nuovo consiglio di amministrazione domani a Roma, alle 18. Ma il toto nomine già impazza. L’ipotesi più accreditata indica Gabriele Galateri di Genola, attuale presidente (in scadenza) di Telecom Italia e in procinto di traslocare con lo stesso ruolo in Telco, la holding di controllo della compagnia telefonica. Ma Galateri è soprattutto l’ex presidente di Mediobanca, colui che ha riportato la pace dopo lo scontro culminato con l’uscita di Vincenzo Maranghi e ha poi accompagnato la svolta nella governance della banca d’affari. Da presidente di Piazzetta Cuccia, con Alberto Nagel e Renato Pagliaro, entrambi direttori generali, Galateri ha ricoperto anche la carica di vicepresidente del Leone. Tra i candidati circola anche il nome dell’economista Alberto Quadrio Curzio, docente di economia politica delle istituzioni presso la facoltà di scienze politiche dell’Università Cattolica di Milano. Un’altra possibilità presa in considerazione in queste ore è quella di Mario Monti, ex commissario europeo (prima al Mercato interno, poi all’Antitrust) e attuale preside dell’Università Bocconi. L’attivismo delle ultime settimane ha però fatto guadagnare una candidatura potenziale anche a Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit per conto della Fondazione Crt. La banca di Piazza Cordusio è il primo azionista di Mediobanca, a sua volta socio di riferimento delle Generali. E il Leone è tra l’altro uno degli ultimi investimenti della Fondazione Crt, che ha anche un rappresentante in consiglio (Angelo Miglietta). Non mancano, però, altre ipotesi. Come quella che per la presidenza delle Generali suggerisce il nome di Domenico Siniscalco, ex ministro dell’Economia, oggi presidente di Assogestioni e vicepresidente di Morgan Stanley International, dove riveste anche il ruolo di Country Head per l’Italia. Un altro profilo di mercato è anche quello di Alessandro Profumo, ex amministratore delegato di Unicredit, finito anche lui nel carnet dei candidati possibili, ma forse troppo operativo per un presidente senza deleghe.

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