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Si parte a febbraio, closing prima del voto

Agguantato il sì degli azionisti, ora l’attenzione del management del Creval è tutta focalizzata sulla costruzione dell’operazione. L’obiettivo dei 700 milioni è ambizioso, e i rischi di esecuzione non mancano. I dialoghi con gli investitori potenziali sono già avviati, ma ora si tratterà di dare forma e sostanza agli “abboccamenti” delle ultime settimane, durante i quali i vertici della banca hanno incontrato alcuni dei maggiori fondi di investimento in giro per il mondo nel corso del raod show.
Ai piani alti della banca tuttavia c’è fiducia, anche perché l’aumento, che prevede il diritto di opzione, è pre garantito da Mediobanca e Citibank fino a fine 2019, e questo mette una rete di sicurezza. «Il consorzio si allargherà e ciò accadrà quando saremo più vicini alla partenza dell’operazione», evidenzia il presidente Fiordi in assemblea.
Certo è che ora la parola d’ordine, ora, è “fare presto”. Sebbene i vertici vogliano garantirsi un certo grado di flessibilità, il piano A prevede la chiusura dell’aumento «tra fine febbraio o al più tardi metà marzo», dice Selvetti. Già oggi a Sondrio si terrà il primo board che eserciterà di fatto la delega dell’assemblea e darà il via formale alle procedure per l’iter autorizzativo per il deposito del prospetto, che peraltro è già stato inviato in bozza a Consob. Nel contempo si lavorerà sulla definizione delle tappe del road show che dalla seconda metà di gennaio dovrà toccare le principali piazze finanziarie globali. Oltre a Dumont – che ha già dato l’ok all’operazione – l’aumento coinvolgerà ovviamente il retail, che ieri ha dato un importante riscontro in assemblea. «Il mio auspicio è che i nostri soci storici ci seguano», anche perché qualche spazio di recupero c’è: andate a vedere il recupero di valore di Unicredit», ha sottolineato Fiordi.
Nelle piani del management, a quanto risulta al Sole, l’operazione vera e propria dovrebbe scattare a inizio febbraio, ipoteticamente il 12, così da chiudere le tre settimane canoniche venerdì 2 marzo, a ridosso delle elezioni politiche, previste al momento per il 4 marzo. Per farcela, la banca potrebbe allegare i conti preliminari del 2017 come supplemento al prospetto a inizio febbraio, così come fatto da UniCredit lo scorso anno. Di fatto si prospetta una corsa a tappe forzate, e in cui tutti i tasselli dovranno andare al loro posto uno dietro l’altro, dalle verifiche degli enti regolatori (Consob, Borsa Italiana e Banca d’Italia) alle sottoscrizioni da parte degli investitori. Ne va del buon esito di un’operazione su cui il management punta molto. L’alternativa sarebbe quella di congelare e spostare il tutto a dopo le elezioni. Ma nessuno, a Sondrio, oggi vuole prendere in considerazione questa ipotesi.

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