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Sì Fonsai ai concambi: ora l’aumento

MILANO — Sì anche da Fonsai ai concambi proposti da Unipol. Ieri il consiglio della compagnia si è riunito dal pomeriggio fino a tarda sera, ed è stato seguito dal board della controllata Milano. Oggi si terrà l’assemblea Premafin sul bilancio 2011 e sull’aumento di capitale riservato a Unipol.
Fonsai, dopo Premafin domenica, ha quindi deliberato di andare avanti con il progetto di integrazione con il gruppo bolognese, nel presupposto che si chiariscano al più presto le incertezze sopravvenute nei giorni scorsi: Jonella a Paolo Ligresti hanno dichiarato venerdì di non rinunciare a manleva e recesso, rigettando le condizioni indicate da Consob per dare l’ok a Unipol sull’esenzione dall’Opa e quindi bocciando il piano con Bologna. Anche ieri, secondo indiscrezioni, i due avrebbero votato contro.
Il consiglio, alla cui decisione ha contribuito un corposo documento elaborato dall’amministratore delegato Emanuele Erbetta e dal direttore generale Piergiorgio Peluso, che ha messo in evidenza i rischi connessi all’eventuale mancato accoglimento della proposta Unipol, ha quindi dato mandato ai due top manager di verificare con il gruppo guidato da Carlo Cimbri e con Mediobanca (per il consorzio di garanzia) il percorso per procedere rapidamente nell’esecuzione dell’aumento di capitale da 1,1 miliardi. Con una nota la compagnia ha sottolineato che il via libera del consiglio «si fonda sul presupposto essenziale che venga definito» da Unipol «nel più breve tempo possibile il modo con cui verranno superate le incertezze concernenti l’esenzione dall’obbligo di Opa». Il comitato degli indipendenti, con il voto contrario di Salvatore Bragantini, pur ritenendo la proposta Unipol fuori dalla forchetta indicata dagli advisor, ha ritenuto di procedere comunque proprio per consentire alla compagnia di essere ricapitalizzata.
Appuntamenti decisivi. Oggi si tiene l’assemblea di Premafin. Come voteranno i Ligresti? In teoria un voto favorevole all’aumento di capitale da 400 milioni riservato a Unipol sarebbe incoerente con le posizioni prese dai due fratelli, che hanno anche dichiarato di voler considerare altre proposte, cioè quella di Palladio e Sator. Ma un «no» oggi significa che la holding non potrà chiudere il bilancio in continuità aziendale e che le banche ritireranno le azioni in pegno. Gli istituti sono pronti ad «affrontare» entrambe le situazioni. Ieri in mattinata si è riunito un consiglio straordinario di Unicredit, che all’unanimità (come richiesto per le operazioni con le parti correlate) ha deliberato sia sul prestito (convertendo parte del piano di ristrutturazione del debito Premafin) sia sulla escussione del pegno relativo al 35,7% di Fondiaria Sai in mano alla holding dei Ligresti. Lo ha spiegato l’amministratore delegato Federico Ghizzoni: «Noi, intendo come banche del pool, non cambiamo la nostra posizione: siamo disposti ad approvare la ristrutturazione del debito Premafin. Un nostro consiglio ha appena approvato il tutto, ma anche l’inizio dell’escussione nel caso non ci sia l’approvazione da parte dell’assemblea di Premafin».
Il board di Fonsai ieri ha anche ribadito la disponibilità a esaminare la proposta tris di Palladio e Sator con i due investitori, dando relativo mandato sempre al vertice della compagnia. Fra l’altro sempre ieri si è saputo che Generali, partner del fondo Vei capital di Palladio, ha scritto la scorsa settimana a Vei e agli altri soci per chiedere che il fondo resti estraneo al dossier Fonsai in quanto «non coerente» con la strategia del veicolo. Il Leone ha quindi chiesto la convocazione di un consiglio del fondo per discutere la questione. In febbraio-marzo Palladio aveva informato i soci sul progetto di investire una parte delle disponibilità del fondo nell’operazione Fonsai, proposta che secondo quanto comunicato dalla società di Roberto Meneguzzo e Giorgio Drago non è stata «recentemente sottoposta a Vei capital, che non l’ha quindi neanche esaminata. L’operazione Fondiaria Sai, come dichiarato alla Consob e pubblicamente in più occasioni, riguarda solo Palladio Finanziaria».

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