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Si estende il regime premiale

Sale a 157 il numero degli studi di settore ammessi al regime premiale introdotto dal dl n. 201/2011. Le new entry sono 41 e portano a oltre 2 milioni i contribuenti potenzialmente interessati per l’anno 2014. Restano ancora esclusi i professionisti. Per questi ultimi, infatti, la funzione di stima utilizzata dall’amministrazione finanziaria «nel valorizzare le prestazioni rese non riesce a cogliere appieno i possibili casi di omessa fatturazione». Pertanto i relativi studi, in attesa delle eventuali modifiche che potranno essere introdotte in fase di evoluzione degli stessi, rimangono per adesso ancora ai box. È quanto prevede un provvedimento di ieri dell’Agenzia delle entrate, che estende del 35% la platea di soggetti interessati dal regime premiale introdotto dall’articolo 10 del decreto «salva Italia» nel 2011, portandoli da 116 a 157. Per i contribuenti più fedeli la normativa prevede una serie di vantaggi sui controlli (si veda tabella in pagina). Per accedere a tale regime è necessario che i contribuenti risultino congrui, coerenti e normali rispetto alle risultanze di Gerico (anche a seguito di adeguamento). Per il periodo d’imposta 2014 i 157 «premiati» sono gli studi per i quali risultano approvati indicatori di coerenza economica riferibili ad almeno quattro tra le seguenti tipologie: efficienza e produttività del fattore lavoro, efficienza e produttività del fattore capitale, efficienza di gestione delle scorta, redditività e strutture. In alternativa sono sufficienti tre tipologie di indicatori, purché al contempo lo studio preveda anche l’indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti. All’aggiornamento dell’elenco hanno contribuito sia Sose (la società che realizza gli studi di settore) sia le associazioni di categoria presenti nella Commissione degli esperti, che si è riunita da ultimo il 29 maggio 2015. L’analisi dei dati dichiarativi e le modifiche apportate dai dm 29 dicembre 2014, 30 marzo 2015 e 15 maggio 2015 hanno fatto sì che venissero confermati quasi integralmente anche per il 2014 i criteri di ammissione del 2013. «La presenza di diverse tipologie di indicatori, nel caso in cui forniscano un risultato di coerenza, tenuto conto dei risultati delle analisi effettuate anche con il supporto della Sose, può sufficientemente garantire la correttezza dei dati dichiarati nella modulistica degli studi di settore, pur restando impregiudicata la facoltà per l’amministrazione finanziaria di procedere al controllo degli stessi», spiegano le Entrate.
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