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Sì di Draghi agli aiuti alle banche

Gli aiuti di Stato alle banche si possono dare in circostanze eccezionali come per esempio quando non si riescono a smaltire i crediti deteriorati sui mercati e bisogna evitare vendite incontrollate in Borsa. Non poteva essere descritta in maniera migliore la situazione italiana. Lo ha fatto il presidente della Bce, Mario Draghi fornendo così all’Italia la sponda speratas eppure accompagnata da un richiamo: «Si può fare di più» per stilare delle regole che permettano lo smaltimento delle sofferenze tramite i mercati e soprattutto senza traumi.
Dunque, il problema dei «Non performing loans» (Npl) al centro al centro del braccio di ferro tra il governo Renzi e la Commissione europea presieduta da Jean Claude Junker sembra trovare un punto di fuga dal famigerato «bail in» pronto a scattare in caso di dissesto di una banca. Le nuove regole europee, stabilite dalla direttiva Brrd «contengono, come ho detto più volte, tutta la flessibilità necessaria per le circostanze eccezionali», ha rimarcato Draghi in conferenza stampa. «I crediti deteriorati delle banche in Italia sono un grande problema che richiederà tempo, come ha richiesto tempo risolverlo ovunque. Ma dobbiamo essere consapevoli che più a lungo permarrà, meno funzionerà il sistema bancario e meno saranno capaci le banche di tramettere gli impulsi monetari all’economia. Gli elevati Npl rendono poi le banche particolarmente vulnerabili ai mercati. E una delle ragioni per cui è così è che mette in dubbio la futura redditività. Quindi», ha proseguito Draghi, «da un lato c’è un interesse a risolvere il più velocemente possibile il problema. Dall’altro si è vincolati dal fatto che esso è intrinsecamente lento da risolvere». Una delle misure necessarie «è quella di avere un mercato degli Npl ben funzionante. Servono diverse cose ma una è dominante: creare un quadro legislativo dove i crediti deteriorati si possono vendere più facilmente». Su questo «in Italia si può fare di più» ha concluso. In ogni caso, dal punto di vista della Bce il problema «va affrontato perché è un ostacolo alla trasmissione della nostra politica monetaria». La soluzione vista da Draghi poggia su «tre pilastri». Il primo è «un solido approccio della vigilanza», che spetta alla stessa Bce per le banche più grandi e alle autorità nazionali per le altre. Il secondo è il già citato «mercato pienamente funzionante dei crediti deteriorati». Infine, il terzo pilastro è un governo che agisca anche con le necessarie «revisioni delle regole». Quanto poi alla decisione finale di autorizzare o meno un intervento pubblico «i poteri ricadono sulla Commissione europea», ha comunque chiarito Draghi.

Usa 2016, Trump spacca i repubblicani

«No big deal!». «Non è un grosso problema». Così Donald Trump, via social network, ha minimizzato l’affronto di Ted Cruz che durante la Convention di Cleveland gli ha negato il suo sostegno invitando a votare «secondo coscienza». Il senatore del Texas è stato contestato e fischiato sul palco perché «non ha onorato l’impegno» a sostenere il candidato nominato, ha osservato Trump. «Avevo visto il suo discorso due ore prima», lo ha sminuito, «ma l’ho fatto parlare lo stesso». Nel suo discorso di chiusura Trump si è curato di tenere unito il partito attaccando la rivale per la Casa Bianca: Hillary Clinton. Ma Cruz ha rincarato la dose parlando degli insulti a sua moglie Heidi e a suo padre Rafael Cruz nei tweet di Trump che nel corso della campagna elettorale ha più volte scritto insulti e insinuazioni nei confronti dei due parenti del senatore della destra religiosa. Trump in particolare aveva ritwittato un montaggio in cui venivano paragonate sua moglie, che è modella, con quella di Cruz, scrivendo «una foto è meglio di mille parole».

Le prime unioni civili omosessuali a Ferragosto

Via libera del Consiglio di Stato al decreto sulle unioni civili che dà attuazione alla legge Cirinnà approvata nel maggio scorso. «Con il parere sul decreto Unioni civili il Consiglio di Stato accende la luce su un diritto. Un provvedimento di cui vi era assoluta urgenza che, con il nostro parere, oggi può essere adottato immediatamente», ha affermato il presidente della sezione Atti normativi del Consiglio di Stato, Franco Frattini. «A partire da oggi», ha proseguito, «con il nostro parere, che da il via libera definitivo il Dpcm può essere adottato dal Governo e se il ministero dell’Interno usa il periodo della vacatio legis di 15 giorni per istituire il registro provvisorio previsto dal decreto, l’ufficiale di Stato civile per l’11-12 agosto può raccogliere la documentazione e la prima unione civile può essere celebrata ragionevolmente per ferragosto».Il via libera definitivo del Consiglio di Stato dà concretezza al riconoscimento per la prima volta in Italia diritti e doveri ai partner delle coppie omosessuali e, anche per le convivenze di fatto eterosessuali. La legge, infatti, si divide in due capi: uno per le unioni omosessuali, e l’altro per le coppie eterosessuali. Vengono introdotti una serie di diritti e doveri per le unioni civili tra cui la reversibilità della pensione e i diritti successori, ma senza l’obbligo della fedeltà, mentre resta quello alla convivenza. Per la senatrice Pd, Monica Cirinnà, firmataria della prima versione della legge «Alfano non ha scuse» nel compiere ritardi, «ma non credo le abbia mai cercate», ha aggiunto riconoscendo la correttezza formale del titolare del Viminale.

Quattro milioni per il bar dell’Atac, inchiesta a Roma

Atac ha speso quattro milioni di euro lo scorso anno per il servizio di mensa e bar aziendale. Ora la Procura di Roma vuyole fare luce e ha inviato 80 militari del nucleo di polizia tributaria della Fiamme Gialle in diverse sedi dell’azienda capitolina di trasporto pubblico per alcune perquisizioni e per acquisizioni di documenti. Il pm Nicola Maiorano, cui è stato assegnato l’esposto presentato mesi fa dal direttore generale di Atac, Marco Rettighieri, sta procedendo per il reato di dichiarazione infedele dei redditi. Il magistrato, che conta di approfondire altri capitoli riguardanti Atac (dai permessi sindacali retribuiti alla fornitura di gomme per i bus), vuole verificare se questi denari che Atac impiega per mense e bar, accantonando una somma per ciascun dipendente, siano o meno contabilizzati e perché l’importo è così elevato. È da chiarire pure a chi sia effettivamente riconducibile la gestione di questo servizio, quante persone ci lavorano e se l’assegnazione dell’appalto sia avvenuto senza una gara come sospetta la Guardia di Finanza. Il 25 maggio scorso, il nuovo direttore generale di Atac ha consegnato al Procuratore generale di Roma, Giuseppe Pignatone, un’ampia documentazione sulle criticità dell’azienda: 12mila dipendenti e 140 milioni di passivo.

L’attacco Nizza preparato con cinque complici che sono stati arrestati

Mohamed Lahouaiej Bouhlel, il killer dell’attacco di Nizza ha ricevuto sostegno logistico da cinque presunti complici che ora sono in carcere: lo ha reso noto il procuratore Francois Molins. Per Molins i cinque arrestati, quattro uomini e una donna, «sono coinvolti nella preparazione» dell’attacco, che era stato previsto con mesi di anticipo. Uno dei sospetti aveva un filmato della scena del crimine il giorno dopo. Intanto è polemica sui sistemi di sicurezza che hanno fatto acqua. Dopo le rivelazioni di Liberation che hanno smentito la versione del ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve è stata aperta un’inchiesta.

M5s, sì del Senato e Giarrusso va a processo

Il Movimento 5 Stelle sul blog di Beppe Grillo prende di mira il Pd per la decisione del Senato, che ieri mattina ha dato l’ok alla magistratura per processare il senatore Mario Giarrusso, accusato di diffamazione aggravata. A maggio scorso un portavoce M5S membro della commissione parlamentare Antimafia, Giarrusso, denunciò in pubblico che una candidata del Pd in campagna elettorale si era fatta vedere accanto a un pregiudicato della Provincia di Enna. «Il Pd, invece di esigere chiarezza e spiegazioni dalla sua candidata, oggi nell’Aula del Senato ha votato affinché Giarrusso risponda davanti ai giudici delle sue affermazioni: la vergogna è quella del Pd, ma in un Parlamento che preferisce guardare al dito invece che alla luna, a pagare è colui che ha denunciato», ha detto Giarrusso.

Franco Adriano

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