Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Sì della Ue all’etichetta «Made in»

Con 485 sì, 130 no e 27 astenuti, alle 18.45 di ieri, l’assemblea plenaria di Strasburgo ha approvato, a larghissima maggioranza, il pacchetto legislativo Tajani-Borg per la tutela dei consumatori europei da prodotti falsi e nocivi. Soprattutto, ha dato il via libera all’articolo 7, quello che contiene il cosiddetto “Made in”, ovvero la norma che impone l’etichettatura di origine sia ai prodotti realizzati in Europa sia a quelli extra Ue.
Il voto di ieri ha respinto il fuoco di fila degli emendamenti presentati dal blocco anglo-scandinavo che chiedevano di stralciare l’articolo 7, il quale prevede che «i fabbricanti e gli importatori appongano sui prodotti un’indicazione del Paese d’origine del prodotto o, se le dimensione e la natura del prodotto non lo consentano, sull’imballaggio o un documento di accompagnamento». Soddisfatta la relatrice, la socialdemocratica danese Christel Schaldemose, secondo cui «la misura garantisce la sicurezza dei consumatori ma anche un mercato equo per le imprese».
Il testo aveva già ricevuto il placet dello stesso Europarlamento in Commissione mercato interno, lo scorso ottobre, prima di arenarsi al Consiglio per il veto di una cordata di Paesi scandinavi, guidati da Germania e Gran Bretagna (Paesi importatori e, anche quando manifatturieri, per lo più assemblatori di componenti dall’estero) da sempre contrari a imporre per legge la tracciabilità delle merci in entrata. Per questo, a ottobre, si era deciso di rinviare il voto in assemblea per lasciare al Consiglio Ue più tempo per trovare una sintesi. Tutto invano. Così gli eurodeputati sono giunti all’approvazione in prima lettura proprio ieri, all’ultima sessione utile prima del voto europeo del 25 maggio.
Nella discussione di ieri mattina – a parte la granitica posizione favorevole dei socialisti (compresi i loro membri teutonici e scandinavi) – la linea di faglia è passata per le delegazioni nazionali, con le obiezioni di liberali e conservatori tedeschi, britannici e svedesi, secondo cui il “made in” sarebbe “colpevole” di bloccare al Consiglio il buon esito dell’intero pacchetto sui consumatori e aumenterebbe i costi delle Pmi.
Con il sì schiacciante di Strasburgo, il Consiglio Ue sarà ora costretto a trovare un accordo al proprio interno, attraverso il “trilogo” Commissione-Parlamento-Consiglio. Informalmente, da subito. Ufficialmente, in autunno. Tanto più che il 1° luglio la presidenza del semestre europeo spetterà all’Italia, la “congiunzione astrale” più favorevole per vincere le resistenze dei tedeschi.
«Un eccellente risultato – lo definisce il vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani – per la competitività delle nostre imprese, la tutela dei consumatori e la lotta alla contraffazione, che ha caratterizzato anche il mio impegno da commissario. Un messaggio positivo che l’Europa manda a tutte le Pmi e agli artigiani».
«Un passo fondamentale se si vuole puntare alla crescita e al rilancio del manifatturiero, in Italia come in Europa – spiega, in una nota, Confindustria – grazie al contributo delle associazioni di settore italiane ed europee ed alla mobilitazione degli eurodeputati italiani più coinvolti. Confindustria auspica che sulla proposta di Regolamento approvata in prima lettura dal Parlamento europeo il Consiglio possa trovare una convergenza in tempi brevi, in vista anche del semestre di Presidenza italiana dell’Ue». «Abbiamo superato lo scoglio sinora insormontabile – osserva Lisa Ferrarini, vicepresidente di Confindustria, con delega al Made in e alla lotta alla contraffazione –. Ora il Governo deve spendersi all’osso per farlo approvare dal Consiglio».
«I consumatori europei – affermano gli eurodeputati del Pd, Patrizia Toia e Sergio Cofferati – saranno più protetti e le aziende italiane che producono beni di alta qualità, con materiali di ottima fattura, saranno finalmente tutelate . La perseveranza della delegazione italiana è stata premiata. Ora speriamo – concludono – che anche il Consiglio europeo, fin qui incapace di prendere posizione , confermi in tempi rapidi il voto dell’Europarlamento». «L’Europa c’è – aggiunge Lara Comi, eurodeputato di Forza Italia – ora tocca alla Germania dimostrare che vuole l’Europa». «Anche questa volta – interviene l’eurodeputato Cristiana Muscardini (Conservatori) –i governi, che proteggono solo la grande distribuzione, contro il manifatturiero, sono stati sconfessati dai loro stessi deputati. Lascio il Parlamento Ue dopo 25 anni di lavoro, con la soddisfazione di aver visto due volte l’Aula votare per il “Made in” a difesa di consumatori e produttori europei . Ci affidiamo ora alla Presidenza italiana». La risposta del Governo italiano non si è fatta attendere: «Questo voto – sono parole del viceministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda – ci dà la possibilità di fare dell’adozione del “made in” un punto cardine del semestre italiano».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa