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Sì Consob agli aumenti Fonsai-Unipol

MILANO — Partono lunedì 16 luglio per concludersi il primo agosto gli aumenti di capitale di Unipol e Fonsai, entrambi da 1,1 miliardi: la Consob, che venerdì scorso aveva chiesto integrazioni, ieri ha autorizzato la pubblicazione dei prospetti informativi (quello Fonsai è stato reso disponibile sul sito in tarda serata). E anche Premafin, dopo l’ennesimo consiglio fiume, ieri ha confermato i termini per la ricapitalizzazione da 400 milioni riservata al gruppo bolognese.
Questa volta sembra dunque tutto pronto per l’operazione di integrazione partita il 29 gennaio con l’accordo tra la Premafin dei Ligresti e il gruppo assicurativo controllato dalle cooperative. Con l’ultimo ok della commissione guidata da Giuseppe Vegas si è concluso il complesso iter autorizzativo cominciato a metà febbraio che ha visto già i via libera di Antitrust e Isvap (Palladio e Sator, dopo che il Tar ha respinto il loro ricorso contro l’ok dell’authority assicurativa, hanno comunicato ieri che presenteranno appello al Consiglio di Stato) e il sì di Consob all’esenzione dall’Opa su Premafin, Fonsai e Milano assicurazioni. Il consorzio di garanzia per gli aumenti, che comprende sette grandi banche (Morgan Stanley si è ritirata) e due o tre istituti minori domestici come sub-sottoscrittori, dovrebbe firmare il contratto nelle prossime ore.
I due aumenti che partono lunedì e quello di Premafin sono legati fra loro: Unipol impiegherà le risorse raccolte da un lato per rafforzare la controllata Unipol assicurazioni destinata alla fusione con Premafin e Fonsai, e dall’altro per ricapitalizzare Premafin che, a sua volta, potrà così partecipare per la propria quota parte (il 35,7%) al maxi aumento per il salvataggio di Fondiaria Sai.
Non sono però finiti gli appuntamenti assembleari. E non solo perché gli azionisti devono dare l’ok alle fusioni dopo l’estate. Premafin deve convocare le assise richieste dal custode giudiziale del 20% della holding sequestrato ai trust offshore per il riesame della delibera sull’aumento e da Paolo Ligresti, socio con il 10% circa, per il ricambio del consiglio.
Ieri la holding presieduta da Giulia Ligresti, che dopo l’ok della Consob ai prospetti ha deciso di non chiedere proroghe rispetto alle scadenze fissate il 20 luglio (accordo sul debito ed escussione del pegno sulle azioni Fonsai da parte delle banche; esclusiva con Unipol), non ha proceduto a fissare le date perché, ha riferito un portavoce «pur ribadendo l’intendimento di convocare senza indugio» le assemblee deve attendere che siano concluse «le attività istruttorie» e vengano ottenute le «necessarie evidenze documentali». Premafin aveva chiesto la certificazione del possesso azionario da parte dei due soci e la predisposizione di una relazione.
Anche alla holding, oltre che a Consob, sono state inviate mercoledì due lettere dal custode Alessandro Della Chà e dai curatori fallimentari di Sinergia-Imco (che ha un altro 20% di Premafin, in pegno presso le banche). In entrambe si dice che i due azionisti si riservano di esercitare il diritto di recesso. Gli accordi Premafin-Unipol, dopo le indicazioni della commissione, lo hanno escluso per i soci di riferimento: custode e curatori si dichiarano estranei a tali intese, nel secondo caso nonostante Sinergia-Imco, prima del fallimento (e quindi quando era sotto gestione Ligresti) abbia votato sì all’aumento riservato a Unipol. Un segnale a Consob che sembra voler sollecitare attenzione più in generale sul tema del recesso.

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