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Si comunica via click con tutti

Ai blocchi di partenza il domicilio digitale dei privati cittadini. Il mosaico delle disposizioni e delle misure tecniche si va componendo e siamo ormai all’ultimo miglio.Sono ormai state definite anche le linee guida dell’indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi. La prospettiva a brevissimo periodo è l’avvio di un sistema che dà valore legale agli indirizzi digitali degli individui. Valore legale significa che raggiungere il domicilio produce ogni effetto stabilito dalla legge, così come una raccomandata cartacea produce effetto una volta giunta al domicilio fisico del destinatario. E produrre effetti giuridici significa, per esempio, che scattano i termini per impugnare gli atti e simili.

La persona fisica potrà, dunque, essere rintracciata all’indirizzo digitale e non all’indirizzo fisico. Questo, tra l’altro, implica che le persone debbono stare attenti a quanto ricevono sulla posta elettronica, per non incorrere in effetti negativi e decadenze.

Le norme. L’articolo 6-quater del dlgs 82/2005 (codice dell’amministrazione digitale), introdotto dal dlgs 217/2017 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 gennaio 2018), ha istituito il pubblico elenco dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese.

La realizzazione dell’indice dei domicili digitali (articolo 6-quater citato) è affidata all’AgID (Agenzia per l’Italia digitale), ed è stato fissato il termine di dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto 217/2017 (e cioè entro il 27 gennaio 2019). Il Codice dell’amministrazione digitale, in origine, prevedeva alcuni elenchi e cioè gli elenchi di indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti e delle pubbliche amministrazioni. Il decreto legislativo 217/2017 ha cambiato il nome: non si parla più di posta elettronica certificata, ma di domicili digitali e gli elenchi delle poste elettroniche certificate diventano elenchi di domicili digitali. I domicili digitali comprendono, infatti, sia l’indirizzo di posta elettronica certificata sia il servizio elettronico di recapito certificato qualificato.

Dei domicili digitali, poi, sono previsti tre elenchi: l’elenco dei domicili digitali delle imprese e dei professionisti e cioè l’Indice nazionale dei domicili digitali (Ini-Pec, articolo 6-bis del Cad); l’Indice degli indirizzi della pubblica amministrazione e dei gestori di pubblici servizi (articolo 6-ter del Cad); e il terzo elenco, tutto nuovo, ovvero l’elenco dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato, chiamato dal decreto 217/2017 «Indice degli indirizzi delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato» (nuovo articolo 6-quater del Cad).

Nel quadro della digitalizzazione, pertanto, si inseriscono le persone fisiche, e vanno ad aggiungersi agli operatori professionali, alle pubbliche amministrazioni e alle imprese.

Valore legale. Il Cad dice che le comunicazioni tramite i domicili digitali producono, quanto al momento della spedizione e del ricevimento, gli stessi effetti giuridici delle comunicazioni a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno ed equivalgono alla notificazione per mezzo della posta salvo che la legge disponga diversamente.

Che cosa cambia. Tutti i cittadini possono avere il proprio domicilio digitale, non solo per imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni. Combinando la rete digitale e il formato elettronico degli atti, per potersi scambiare atti con valore legale, tutti potranno usare gli strumenti dell’elettronica e dei canali digitali. La combinazione dei fattori tecnologici e giuridici (i due aspetti si integrano) devono produrre possibilità di vita e di lavoro più efficaci.

Partiamo dal domicilio digitale. Il domicilio è un istituto giuridico molto importante, in quanto è il centro degli affari e degli interessi, ed è il luogo utile per mandare avvisi, comunicazioni, atti e provvedimenti. Alcune categorie (professionisti, imprese e p.a.) hanno ormai cessato di inviarsi documenti con una materialità cartacea. Peraltro l’indirizzo di posta elettronica, anche nella sensibilità individuale e nella percezione diffusa, ha acquisito un ruolo preminente, anzi esclusivo.

Con l’articolo 6-quater del Cad si estende il sistema a tutti: qualunque persona fisica, infatti, potrà (una volta a regime il sistema) eleggere il proprio domicilio digitale e avrà la possibilità di scegliersi un luogo virtuale, che diventa la sede principale dei propri affari e interessi.

Sta, dunque, per giungere al traguardo il processo di migrazione verso un contesto nel quale le amministrazioni comunicheranno con i cittadini in modalità esclusivamente digitale.

In effetti, poiché il domicilio di una persona è un dato di rilevanza sociale, il sistema prevede un indice nazionale, cioè un elenco consultabile da chiunque, nel quale, inserito l’identificativo del soggetto da rintracciare, sono conservati gli indirizzi virtuali. Fatte le debite differenze tecnologiche è come andare all’anagrafe comunale e chiedere il certificato di residenza di una persona.

Il domicilio digitale è eletto, cioè è liberamente scelto dall’interessato, tanto è vero che il decreto stesso riconosce la facoltà, per chi ha eletto il domicilio digitale, di ottenerne la cancellazione dall’elenco.

Inoltre si chiede ai soggetti titolari del domicilio digitale di farne un uso diligente e di comunicare ogni modifica o variazione del medesimo.

La virtualizzazione del domicilio non dovrà dare possibilità di eclissarsi o di rendersi difficilmente rintracciabile.

Un effetto della digitalizzazione del domicilio riguarda le notificazioni degli atti.

Le pubbliche amministrazioni, i gestori di servizi pubblici e le società a controllo pubblico, potranno notificare i propri atti, compresi i verbali relativi alle sanzioni amministrative, gli atti impositivi di accertamento e di riscossione, nonché le ingiunzioni, direttamente presso i domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato. Anche i pagamenti elettronici saranno interessati. Le pubbliche amministrazioni, i gestori di servizi pubblici e le società a controllo pubblico devono consentire ai cittadini di effettuare pagamenti elettronici tramite una piattaforma elettronica. Anche le transazioni economiche verso le pubbliche amministrazioni e omologate devono essere paper less e effettuabili dalla rete con click.

Privacy. Gli indirizzi Pec (Posta elettronica certificata) e i recapiti digitali non potranno essere utilizzati se non per le comunicazioni aventi valore legale e per le comunicazioni da parte di enti pubblici. Per scopi diversi, come quelli del marketing, ci vuole il consenso dell’interessato.

Tutti gli indici previsti nel dlgs 82/2005 sono, infatti, liste molto appetibili, anche per il marketing.

In materia l’articolo 6-quinquies del Cad prevede che la consultazione online degli elenchi di professionisti, imprese, p.a. e privati (articoli 6-bis, 6-ter e 6-quater del Cad) è consentita a chiunque tramite sito web e senza necessità di autenticazione. Gli elenchi sono realizzati in formato aperto. Ma, attenzione, si aggiunge che in assenza di preventiva autorizzazione del titolare dell’indirizzo, è vietato l’utilizzo dei domicili digitali per finalità diverse dall’invio di comunicazioni aventi valore legale o comunque connesse al conseguimento di finalità istituzionali dei soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, del Cad (enti pubblici istituzionali, gestori servizi pubblici).

Le esigenze del marketing diretto non possono bypassare il regime legale di protezione delle persone fisiche a riguardo del trattamento dei dati. L’equilibrio è basato dalla norma su una preventiva autorizzazione del soggetto cui si riferiscono i dati.

Chi non elegge il domicilio digitale. In assenza del domicilio digitale alle persone fisiche gli atti arriveranno per posta tradizionale (ordinaria o raccomandata con avviso di ricevimento). Saranno copie degli originali informatici e conterranno la dicitura che specifica l’origine del documento.

Alfabetizzazione informatica. La digitalizzazione dei rapporti tra cittadini e pubbliche amministrazioni, in ogni caso, non è solo una questione tecnica.

Non a caso l’articolo 8 del Cad si occupa della alfabetizzazione informatica, gravando lo stato e le pubbliche amministrazioni del compito di promuovere iniziative volte a favorire la diffusione della cultura digitale tra i cittadini con particolare riguardo ai minori e alle categorie a rischio di esclusione: tutti devono essere messi in grado di utilizzare i servizi digitali.

Antonio Ciccia Messina

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