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Sì di Bruxelles a Nexi-Nets. Il leader dei pagamenti

Luce verde da parte della Commissione europea alla fusione tra la danese Nets e Nexi, la paytech italiana guidata da Paolo Bertoluzzo, che fu la principale Ipo europea del 2019 e che capitalizza oggi circa 9,5 miliardi di euro. La società ha reso noto che l’autorizzazione alla fusione da parte dell’Antitrust europea è incondizionata e non prevede impegni a carico delle parti, visto che l’operazione «non solleva problemi di concorrenza».

Il gruppo danese Nets è nato nel 2010 dalla fusione di tre compagnie di pagamenti nei Paesi del Nord Europa. Ha un fatturato aggregato di circa 1,1 miliardi e una crescita dei ricavi annui intorno all’8%, rallentata al 4% nel 2020 a causa della pandemia da Covid-19. Nets fornisce una vasta gamma di prodotti, tra cui servizi di acquisizione di commercianti, terminali per punti vendita (pos), servizi di elaborazione delle carte di credito e carte di pagamento intelligenti. Nexi per parte sua, con un fatturato di 1,05 miliardi di euro è specializzata nei servizi di pagamento per esercenti, titolari di carte e banche.

Nella sua analisi del dossier la Commissione europea ha concluso che esiste «una limitata sovrapposizione orizzontale tra le attività delle due società interessate all’operazione» e che vi sono «limitati effetti verticali derivanti dalla combinazione delle attività di Nexi e Nets».

Fatturato miliardario

Il gruppo danese Nets, nato nel 2010, ha un fatturato di oltre un miliardo di euro

A seguito dell’approvazione della fusione da parte dell’assemblea di Nexi del 3 marzo 2021 e del completamento della vendita del business account-to-account di Nets il 5 marzo scorso, «proseguono le attività che porteranno, una volta ottenute le restanti autorizzazioni previste dagli accordi in essere, alla combinazione strategica tra i due gruppi e alla nascita di una tra le paytech leader in Europa», conclude la nota.

La forte combinazione strategica tra le due società permetterà infatti al nuovo gruppo di creare la più grande piattaforma di pagamenti a livello paneuropeo con circa 2,9 miliardi di ricavi stimati e 1,5 miliardi di Ebitda stimato per l’anno 2020, incluse le sinergie a regime. Il mercato potenziale aggredibile, oltre all’Italia e ai Paesi Nordici include la Germania e la Polonia, e ha un potenziale 4 volte superiore all’Italia grazie ai 4.600 miliardi di spesa dei consumatori e a una penetrazione media dei pagamenti digitali al 33%. Anche il risparmio sui costi sarà rilevanti ed previsto nell’ordine dei 170 milioni annui a regime, cui vanno ad aggiungersi i circa 150 milioni derivanti dalla combinazione con Sia, l’altra grande operazione di fusione recentemente annunciata da Nexi. Al termine di questo complesso domino gli azionisti di riferimento saranno la Cassa Depositi e prestiti al 17%, il fondo Hellman&Friedman al 16%, Advent International & Bain Capital al 10%, Mercury Uk al 10%, Intesa Sanpaolo al 5% , Gic al 3% mentre il flottante sarà pari al 38% circa.

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