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Si apre la disclosure per personale ed enti del Vaticano

Il 28 giugno il Senato ha approvato definitivamente la legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione in materia fiscale tra il Governo della Repubblica Italiana e la Santa Sede.
La convenzione richiama tra le sue premesse fondanti l’affermazione della trasparenza nel campo delle relazioni finanziarie, pertanto i due Paesi stipulanti concordano di darvi attuazione anche attraverso lo scambio di informazioni ai fini fiscali con lo strumento della cooperazione amministrativa.
Pertanto l’articolo 1 della Convenzione è dedicato allo scambio delle informazioni basato sugli standard Ocse più recenti. Sono pertanto ammesse richieste di informazioni singole e/o di gruppo su persone individuate con il nome o con altre modalità; sono vietate le ricerche generalizzate e indiscriminate di informazioni (fisching expedition) e non potrà mai più essere eccepito il segreto bancario finanziario o fiduciario sia da parte italiana, sia vaticana. Le richieste di informazioni potranno essere effettuate dal giorno in cui i rispettivi Governi si saranno scambiate le rispettive ratifiche, ma potranno riguardare informazioni risalenti sino al 1° gennaio 2009.
La Convenzione introduce anche una particolare nuova voluntary disclosure vaticana. Infatti, l’articolo 2 elenca alcuni soggetti che per le annualità ancora accertabili possono usufruire di una tassazione forfettaria del 20% per i redditi e l’aliquota prevista per l’imposta sul valore dei redditi diversi delle attività finanziarie detenute all’estero per le annualità 2012-13.
Interessati sono persone fisiche ed enti individuati specificamente nella Convenzione (per lo più religiosi, ordini e personale vaticano). Si dovrà (articolo 3 della Convenzione) presentare un’istanza per avvalersi di questa procedura dedicata entro 180 giorni dall’entrata in vigore della Convenzione. Il contenuto dell’istanza e gli effetti di definizione e sanatoria tributaria e la non punibilità penale della procedura ricalcano quelli della legge sulla collaborazione volontaria italiana.
È prevista la facoltà per i soggetti interessati dalla procedura speciale vaticana di optare per lo stesso regime impositivo semplificato anche per le annualità 2014-15.
La Convenzione introduce, in attuazione del Trattato del Laterano sugli immobili indicati nello stesso accordo internazionale, uno speciale regime di immunità da vincoli o espropriazione per cause di pubblica utilità senza un previo accordo con la Santa sede e un’esenzione totale presente e futura da tributi, applicandosi tale disposizione anche per rapporti pregressi, purché pendenti e non oggetti di sentenze passate in giudicato.
Ci si chiede quindi cosa accadrà a quei contribuenti diversi da quelli dalla Convenzione che verranno accertati in seguito all’imminente applicazione dello scambio di informazioni con la Santa Sede. Questi, attualmente, possono usufruire del ravvedimento lungo, i cui costi non sono proibitivi in termini di sanzioni e limitati agli ultimi cinque anni poiché il Vaticano non è nella Black list italiana; in ogni caso si riaccendono le speranze di una riapertura dei termini della voluntary italiana come già preannunciato di recente dagli esponenti Governativi e parlamentari.

Valerio Vallefuoco

 

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