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«Si applichi il bail-in con coerenza»

Il presidente della Banca centrale europea è intervenuto ieri sui due dossiers che stanno tenendo banco in queste settimane: quello bancario e quello inglese. Parlando davanti al Parlamento europeo, Mario Draghi ha avvertito dell’importanza di creare a livello europeo una garanzia unica dei depositi e di applicare in modo coerente le nuove regole sui salvataggi bancari. Sul fronte inglese, il banchiere ha chiesto che si raggiunga un accordo per mantenere il Regno Unito nell’Unione.
In un discorso a Strasburgo, Draghi ha ribadito come sia urgente completare l’unione bancaria, dopo che i Ventotto si sono dotati di un sistema di vigilanza bancaria e di un meccanismo unico di gestione delle crisi creditizie. Secondo il banchiere centrale, ora è importante «armonizzare le regole di vigilanza» e «assicurare una applicazione coerente (consistent in inglese, ndr) delle regole introdotte con la direttiva» sui salvataggi bancari, nota con l’acronimo inglese BRRD.
L’opinione di Draghi giunge mentre in Italia si discute della bontà della direttiva, appena entrata in vigore. Il testo – approvato all’unanimità dai Ventotto e a una stragrande maggioranza dei deputati europei – prevede che il salvataggio di una banca possa avvenire solo dopo che azionisti e obbligazionisti sono stati chiamati a pagare di tasca propria. Questo aspetto è controverso, tanto che il governatore della Banca d’Italia ha proposto una revisione della direttiva nel 2018 (si veda l’articolo a pagina 4).
Nel contempo, il presidente della Bce ha confermato quanto sia necessario dal suo punto di vista creare un meccanismo unico di garanzia dei depositi bancari, in modo anche di spezzare il legame tra debito pubblico e debito bancario. Draghi ha ammesso che questo progetto deve prevedere «condivisione dei rischi» e «riduzione dei rischi». Il banchiere è così venuto incontro alla Germania, e ad altri paesi, che prima di assicurare i depositi a livello europeo è necessario rafforzare i bilanci bancari.
La presa di posizione di Draghi non è banale. Da settimane, ormai, i governi della zona euro si stanno accapigliando su una proposta di garanzia unica dei depositi bancari presentata dalla Commissione (si veda Il Sole/24 Ore del 25 novembre). Berlino ha chiarito che non darà il suo accordo se prima non avrà avuto rassicurazione sui bilanci bancari dei suoi vicini. In particolare, il governo federale vuole regole chiare sui livelli di leva finanziaria e sui livelli di debito nazionale che le singole banche possono acquistare.
Sul versante inglese, secondo Draghi, «una soluzione che mantenga il Regno Unito stabilmente nell’Unione consentendo alla zona euro di integrarsi ulteriormente potrebbe rilanciare la fiducia». La presa di posizione giunge in un momento cruciale, mentre Bruxelles e Londra stanno negoziando un accordo per un riequilibrio dei rapporti tra la Gran Bretagna e l’Unione europea, che possa evitare un voto negativo del popolo britannico in un atteso referendum. Una bozza di intesa è attesa per oggi.
Inoltre, ha aggiunto il banchiere, «l’architettura dell’unione economica e monetaria rimane una costruzione incompiuta. I cittadini e i mercati sono troppo spesso insicuri sulla nostra capacità di agire congiuntamente in uno spirito di responsabilità comune. Dobbiamo dimostrare che si sbagliano». Quanto alla politica di bilancio, criticata dall’Italia, le politiche devono «contribuire alla ripresa economica» ma «al tempo stesso dovrebbero rispettare pienamente i criteri del Patto di Stabilità e crescita».
Infine, sul fronte economico, il presidente ha definito l’attuale ripresa «moderata», ma ha sottolineato che i fattori di incertezza – siano essi finanziari o geopolitici – sono aumentati. Al tempo stesso ha avvertito che oggi l’inflazione è «chiaramente più debole» di quanto la stessa Bce non avesse previsto in dicembre. Appena qualche settimana fa, l’istituto monetario aveva annunciato che in marzo potrebbe decidere nuove misure per sostenere l’economia. Ieri Draghi ha confermato questa presa di posizione.
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