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L’articolo 25 del decreto legge n. 66 del 2014 incrementa, infatti, il patrimonio informativo che accompagna la FatturaPA. Tra le informazioni obbligatorie delle fatture elettroniche, comprese quelle che saranno obbligatoriamente trasmesse dal prossimo 6 giugno 2014, vanno indicati i codici CIG e CUP salve le esclusioni normativamente previste. In capo alle amministrazioni pubbliche sussiste infatti il divieto di procedere al pagamento delle fatture elettroniche ricevute che non riportano tali codici.
Si tratta di un cambiamento introdotto nel tracciato FatturaPA con la finalità di assicurare l’effettiva tracciabilità dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni.
In particolare, le fatture elettroniche che saranno emesse dovranno perciò riportare il Codice identificativo di gara – CIG salvo i casi di esclusione dall’obbligo di tracciabilità dei flussi finanziari di cui alla legge 13 agosto 2010, n. 136. In particolare il CIG non è altro che un codice identificativo, associato ad un appalto o ad un lotto. L’articolo 7 del decreto legge 187 del 12 novembre 2010, convertito con modificazioni in legge 217 del 2010, per garantire la tracciabilità dei flussi finanziari ha previsto che gli strumenti di pagamento devono riportare, in relazione a ciascuna transazione posta in essere dalla stazione appaltante, il codice identificativo di gara attribuito dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (AVCP).
L’esclusione dall’obbligatoria indicazione del codice CIG interessa le fatture emesse in relazione a figure contrattuali non qualificabili come contratti di appalto, quali ad esempio i contratti di lavoro conclusi dalle stazioni appaltanti con i propri dipendenti, i contratti aventi ad oggetto l’acquisto o la locazione di terreni, fabbricati esistenti o altri beni immobili o riguardanti diritti su tali beni nonché i contratti relativi ai servizi di arbitrato e conciliazione.
Le FatturePa devono inoltre riportare il Codice Unico di Progetto (CUP), quando relative a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria, interventi finanziati da contributi comunitari e ogni nuovo progetto di investimento pubblico nei casi previsti dall’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3.
I codici CIG e CUP completano il contenuto informativo della FatturaPA. Tale contenuto, come evidenziato dagli allegati al Dm 55/2013, è costituito innanzitutto da quelle informazioni da riportare obbligatoriamente in fattura in quanto rilevanti ai fini fiscali secondo la normativa vigente. Si tratta delle indicazioni richieste dagli articoli 21 e 21-bis del Dpr 633/1972 che vanno riportate in ogni caso in fattura in quanto rilevanti ai fini fiscali (tra queste vanno annoverate la data della fattura, la natura e la quantità dei servizi e dei beni trattati, nonché il regime Iva da applicare alla singola transazione. In aggiunta alle informazioni fiscali obbligatorie, il formato xml deve contenere obbligatoriamente anche le informazioni indispensabili ai fini di una corretta trasmissione della fattura al soggetto destinatario attraverso il Sistema di Interscambio (l’Indirizzo della Pubblica amministrazione – IPA). Inoltre, per favorire l’automazione informatica del processo di fatturazione, a integrazione delle informazioni obbligatorie, il formato prevede anche la possibilità di inserire nella fattura ulteriori dati quali le informazioni utili per la completa dematerializzazione del processo del ciclo passivo attraverso l’integrazione del documento fattura con i sistemi gestionali e/o con i sistemi di pagamento, nonché le informazioni che possono risultare di interesse per esigenze informative concordate tra operatori economici e amministrazioni pubbliche oppure specifiche dell’emittente, con riferimento a particolari tipologie di beni e servizi, o di utilità per il colloquio tra le parti.

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