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Si allenta la tensione, lo spread a 451

di Vittorio Carlini

Le Borse, ieri, in avvio di seduta erano un po' guardinghe, timorose. La timidezza però, dopo il buon esito delle aste sui titoli di Stato, è stata abbandonata. Soprattutto, in quel del Vecchio continente. Dove, in particolare a Piazza Affari, nell'ultima ora di contrattazioni si è respirato uno sfrontato ottimismo. Tanto che il listino milanese, spinto dal settore bancario, ha messo a segno la migliore performance di giornata (+2,45%). Una maglia Rosa seguita a poche incollature da Madrid (+2,17%) e Parigi (+1,96%). Più indietro, invece, Londra (+0,68%) e Francoforte (+0,97%).
Le aste dei governativi
Il «la» al valzer dei listini, indubbiamente, lo ha dato l'esito delle offerte sul mercato primario dei bond governativi di Spagna e Francia, prima. E Gran Bretagna, poi. A ben vedere, la grande attesa era per le aste di Madrid e Parigi: dopo la sforbiciata di S&P sui due Paesi (rating scesi rispettivamente ad "A" e "AA+"), diversi temevano il peggio. Così, però, non è stato. Il Tesoro spagnolo ha venduto 6,6 miliardi di titoli, a fronte di un target di 4,5 miliardi. La conseguenza di una domanda in eccesso che, sul decennale, ha contribuito a far scendere il rendimento dal 6,97 (asta di novembre) al 5,4 per cento. In calo anche il tasso sulla scadenza del 2019 (da 5,11 a 4,54%). In controtendenza, invece, il rendimento del Bonos a quattro anni: qui lo yield è passato da 3,91 a 4,02 per cento.
Tutti in ribasso, invece, i rendimenti in quel di Parigi, sebbene il Tesoro transalpino abbia deciso di non collocare tutto l'ammontare: 7,96 miliardi contro il target massimo di 8 miliardi. Obbligazioni a due, tre e quattro anni il cui saggio è sceso, rispettivamente, all'1,05% all'1,51 e all'1,89%.
In un simile scenario, supportato anche dal buon esito dell'asta da 4 miliardi di sterline di Gilt britannici, i listini hanno preso coraggio. Incuranti, almeno per un giorno, delle fosche previsioni sull'economia del Fmi.
Lo spread BTp-Bund scende
In particolare, nella classica correlazione inversa col differenziale, alcune Borse si sono avvantaggiate della discesa degli spread.
Quello tra il BTp e il Bund, partito a quota 463, ha chiuso a 451,2 punti base con il rendimento del buono poliennale al 6,37 per cento. In ribasso anche il differenziale di Parigi, passato da 137 a 130 basis point. Un po' diverso, invece, l'andamento dello spread spagnolo: ha danzato all'insù e all'ingiù per, poi, chiudere a quota 340. Al di là dei diversi andamenti, tra i tre indicatori c'è stato comunque un comune denominatore. Quale? È presto detto: attorno alle 16.40 gli spread sono contemporaneamente crollati. Il mercato, da un lato, è andato in acquisto dei titoli di stato francesi, italiani e spagnoli; dall'altro, ha venduto il Bund, il cui rendimento è salito all'1,86 per cento. Quali le cause di questo movimento?
Giù i depositi presso la Bce
C'è chi ha ipotizzato che, sul "timore "di un rimbalzo legato all'ottimismo in quel di Atene, i molti che scommettevano sull'ulteriore crollo dei bond abbiano chiuso le proprie posizioni corte. Altri, invece, hanno posto l'accento su un dato diverso: i depositi overnight presso la Bce sono scesi a 395,3 miliardi, cioè 133 miliardi in meno rispetto all'altro ieri. Certo, il calo è da ricondursi anche a fattori tecnici: l'Eurotower, infatti, ha deciso di non drenare più la liquidità in eccesso e il valore della riserva obbligatoria é stato tagliato dal 2 all'1%. Tuttavia, potrebbe anche essere il segnale che le banche hanno deciso di investire la liquidità offerta dalla maxi-asta di dicembre, magari comprando i decennali che rendono di più.
I dati macro degli Usa
Fin qui la dinamica dei bond sovrani Ue. Anche negli Usa (nell'asta sui treasury legati all'inflazione lo yield è stato negativo), a dire il vero, il debito conta. E però, Wall Street (+0,49%) ieri è stata influenzata di più da dati macro contrastanti: positivo il calo dei nuovi sussidi di disoccupazione; negativo, invece, la diminuzione dei nuovi cantieri edili. Invariata, dal canto suo, l'inflazione. Così, le banche Usa sono rimbalzate, insieme all'hi-tech e a diversi industriali. Una dinamica simile a quella milanese, ma in tono minore. A Piazza Affari, oltre al credito, positive, molte big: da Tod's a Fiat Industrial fino a Mediaset. Nelle medie e piccole capitalizzazioni bene aziende di diversi settori: da Cementir a Fiera milano. Almeno per un giorno si è festeggiato.

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