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Sì all’aumento, Intesa rilancia Fideuram in Borsa

 di Federico De Rosa

MILANO— Via libera dall’as-semblea di Intesa Sanpaolo all’aumento di capitale da 5 miliardi. «La banca guarda al futuro ed è pronta a dare il proprio contributo alla crescita del Paese» ha commentato il presidente del consiglio di sorveglianza, Giovanni Bazoli, invitando i soci di Ca’ de Sass a «mantenere la fiducia nella banca, nelle sue prospettive e nella capacità di remunerare il capitale» . «Faremo dei soldi che affiderete alla banca il miglior uso possibile» ha assicurato il presidente del consiglio di gestione Andrea Beltratti. Al termine dell’assemblea, durata oltre nove ore, si è riunito il consiglio di gestione per conferire a Beltratti e all’amministratore delegato Corrado Passera i l mandato per l’esecuzione dell’aumento, e quindi in prima battuta per la redazione del prospetto informativo che dovrà essere approvato dalla Consob. Secondo la tabella di marcia l’operazione dovrebbe arrivare sul mercato il 23 maggio dopo l’autorizzazione e dopo che saranno stati definiti prezzo delle nuove azioni e rapporto di assegnazione. Nel corso dell’assemblea Passera ha ricordato che la ricapitalizzazione è stata decisa per accompagnare il nuovo piano strategico di Intesa Sanpaolo e rafforzare i coefficienti patrimoniali in vista di Basilea III. «Nel corso dell'elaborazione del piano d'impresa — ha spiegato l’amministratore delegato dell’istituto— ci siamo posti il problema dell'aumento di capitale. Eravamo partiti dall’idea di non fare l'aumento ma poi, tenendo anche conto dei chiari messaggi che venivano dai regolatori e dal mercato, abbiamo deciso di presentare questo aumento di capitale, importante per rafforzare ulteriormente il piano e che ci permette anche di evitare i rischi che senza questa operazione forse avremmo potuto correre» . Certo «è un piano impegnativo» ha ammesso Passera, che indica però «risultati ben equilibrati, sostenibili, solidi» e poiché contiene «elementi di prudenza» potrebbe dare «sorprese positive» . L’assemblea, chiamata ad approvare anche il bilancio 2010 e la distribuzione del dividendo, è stata l’occasione per fare il punto sui dossier aperti da Intesa Sanpaolo a partire da Fideuram per la quale, dopo lo stop alla quotazione, la Borsa resta l’obiettivo. «Il processo di indipendenza e autonomia gestionale continua e si concluderà con la quotazione per la quale verrà scelto il momento migliore» , ha detto Passera. Che si è mostrato fiducioso sull’esito della ristrutturazione di Risanamento dalla quale «pensiamo non solo di non perdere nulla ma di fare un congruo guadagno» . Idem per la Tassara, altro dossier delicato: «Ci stiamo addosso. Dobbiamo e vogliamo rientrare completamente dei nostri crediti» . Nessun rammarico invece per come è andata con Parmalat: «Nei nostri interventi noi non vogliamo e non possiamo trasformarci in un'impresa industriale— ha spiegato il presidente Bazoli —. Abbiamo sempre bisogno di individuare un imprenditore che sia in grado di prendere la responsabilità o essere capofila dell'operazione, cosa che in questo caso evidentemente non si è verificata» . Tuttavia, ha aggiunto Passera, «l'Opa sul 100%di Parmalat implica, comunque, un investimento di 5 miliardi su un'azienda italiana» . Infine una novità: Intesa potrebbe vendere il 44,2%in Banca d’Italia: «A cosa serve detenerla — ha chiesto Passera—? Niente, anzi ci costa anche in termini di capitale» .

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