Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Sì all’alleanza Generali-Cattolica

La Borsa è stata eloquente: Cattolica +38% a 4,98 euro, Generali +0,26 a 13,30. Reazione attesa dopo l’annuncio ieri notte dell’alleanza che vedrà la prima compagnia assicurativa italiana salire al 24,4% del capitale della quinta, poco sotto la soglia Opa.

Il Re Leone mette al sicuro la compagnia veronese che aveva bisogno di una cura ricostituente. Ma il dossier Cattolica, a quanto risulta, sarebbe stato preso in esame oltre che da Vittoria Assicurazioni anche da alcuni big, concorrenti di Trieste: Allianz, Axa e Groupama. Il tutto nell’ultimo mese, cioè dopo la lettera dell’Ivass, l’Autorità di vigilanza delle assicurazioni, che invitava Cattolica a un’iniezione di capitale. Generali a quel punto ha accelerato offrendo un ampio pacchetto di finanza e «industria» assicurativa oltre che più tempo alla trasformazione in spa. Cattolica ci contava e l’affare si è chiuso. Poi a freddo saranno meglio messi a fuoco i reciproci vantaggi sul business, soprattutto nell’asset management, nel comparto salute e in quello danni. Intanto però in un colpo solo Cattolica trova 300 milioni (l’aumento di capitale riservato a Trieste a 5,5 euro per azione) e di fatto si garantisce gli altri 200 sul mercato; il mercato a sua volta si sbarazza di quel vecchio arnese del voto capitario (con la trasformazione in spa) e di quel comma ottocentesco dello statuto che consente di impedire il voto a «chi non professi la religione cattolica»; l’Ivass riceve risposta alla sua lettera (ma l’ispezione in tandem con Consob prosegue); il presidente Paolo Bedoni esce elegantemente dall’angolo in cui si era infilato; i soci della fronda anti-Bedoni vedono realizzate alcune loro richieste; le centinaia di parrocchie ed enti religiosi affezionatissimi clienti hanno tutto da guadagnare con l’arrivo di Generali (e viceversa); e perfino Warren Buffett con il suo 9% di Cattolica può accennare a un mezzo sorriso, ammesso che ne abbia voglia dopo i 49,7 miliardi persi nel primo trimestre 2020 dalla sua Berkshire Hathaway.

Insomma un piccolo passo per Generali ma una svolta storica per Cattolica che di fatto entra nella galassia di Trieste rinunciando a buona parte della propria sovranità. Sovranità che ha garantito grande generosità negli stipendi degli organi collegiali. Con gli standard Generali è probabile che vengano progressivamente riviste le incrostazioni di potere e gli incroci tra poltrone e parenti che una lunga stagione si porta dietro (Bedoni è in cda dal 1999 e presidente dal 2006).

L’ingresso di Generali in Cattolica «va accolto con grande soddisfazione — ha detto Matteo Colaninno, parlamentare di Italia Viva — poiché consente di raggiungere due obiettivi molto rilevanti: da un lato, la matrice pienamente italiana dell’operazione; dall’altro il rafforzamento di un settore chiave come quello assicurativo in una fase particolare per l’economia nazionale».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È assolutamente necessario evitare che la crisi pandemica sia seguita da una depressione economic...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il governo teme il peggio per l’economia italiana. Lo scrive il ministro Pd dell’Economia Robert...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Quando Luigi Di Maio dice: «Sul Mes ci fidiamo delle parole di Giuseppe Conte», sta lanciando la p...

Oggi sulla stampa