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Sì alla notifica in sede e non al domiciliatario

Nell’ambito del processo tributario, la notifica della sentenza eseguita presso la sede dell’agente della riscossione è valida a far decorrere il termine breve d’impugnazione, anche se l’agente si era difeso con un professionista esterno e aveva eletto domicilio presso lo studio di costui. In tema di notificazione di atti tributari, infatti, risulta sempre applicabile l’articolo 16 del Dlgs 546/92, il quale detta una disciplina speciale che rende sempre consentita la «consegna a mani proprie», intendendosi come tali tutte le notifiche eseguite direttamente nei confronti della «parte», a mezzo posta o secondo le altre modalità previste dagli articoli 137 e seguenti del c.p.c. È quanto si legge nell’ordinanza n.27420/17 della Corte di cassazione. L’agente della riscossione proponeva ricorso contro una sentenza della Ctr Lombardia, con cui era stato dichiarato inammissibile l’appello proposto oltre i 60 giorni, poiché il contribuente, vincitore in primo grado, aveva notificato la sentenza, facendo scattare la decorrenza del termine breve d’impugnazione. Nel ricorso si sottolineava come la notifica della sentenza fosse stata irritualmente eseguita presso la sede dell’agente della riscossione, nonostante lo stesso si fosse difeso con un avvocato esterno in primo grado, eleggendo domicilio presso il suo studio. Per tale ragione, si denunziava una violazione della normativa civilistica, secondo cui «tutte le notificazioni si fanno al procuratore costituito» (art. 170 del cpc) e che «la notificazione della sentenza, al fine della decorrenza del termine per l’impugnazione, si fa, su istanza di parte, a norma dell’articolo 170» (art. 285 cpc). La Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando la legittimità dell’operato dei giudici della Ctr di Milano. In ambito tributario, spiega il collegio, sono sempre applicabili le disposizioni recate dal Dlgs n. 546/92. In particolare, l’articolo 16 della citata norma, prevede che le notifiche tributarie possano essere eseguite con «consegna a mani proprie», «intendendosi in tal caso tutte le forme di notifica previste dagli artt. 138 e 140 c.p.c., e la notifica a mezzo del servizio postale, a seguito delle quali l’atto venga comunque consegnato a mani proprie del destinatario». Con l’espressione «a mani proprie», conclude la Corte, secondo una stretta interpretazione letterale imposta dalla natura processuale speciale della norma, ci si riferisce esclusivamente alla «parte» e, quindi, tale modalità di comunicazione e notificazione di atti e provvedimenti è sempre possibile e legittima.

Benito Fuoco

[omissis] In tema di notificazioni degli atti di impugnazione nel processo tributario, questa Corte ha affermato che il Dlgs n. 546 del 1992, art. 49, richiamando solo alcune disposizioni del codice di procedura civile, rende applicabile anche lo stesso Dlgs n. 546, art. 16, che regola le modalità delle notificazioni degli atti del processo tributario e, in tale ambito, detta una disciplina speciale, in virtù della quale è sempre consentita «la consegna a mani proprie», intendendosi in tal caso tutte le forme di notifica previste dagli artt. 138 e 140 c.p.c., e la notifica a mezzo del servizio postale, a seguito delle quali l’atto venga comunque consegnato a mani proprie del destinatario» (Sez. 5, Sentenza n. 10474 del 03/07/2003). In particolare, questa Corte (Sez. 5, Sentenza n. 5504 del 09/03/2007) ha puntualizzato che l’espressione «mani proprie», secondo una stretta interpretazione letterale, imposta dalla natura processuale speciale della norma, è da riferire esclusivamente alla parte e, quindi, la consegna in mani proprie della parte rappresenta la modalità di comunicazione e notificazione di atti e provvedimenti alla quale si può sempre ricorrere. Pertanto, la notificazione della sentenza della Commissione tributaria provinciale a mani proprie della parte o alla persona dalla stessa delegata quand’anche nel giudizio «a quo» si sia costituita a mezzo di un difensore, è valida e idonea a fare decorrere il termine breve di impugnazione previsto dall’art. 51, comma 1, del citato decreto legislativo (cfr. Sez.5, Sentenza n.16234 del 09/07/2010; ord. n.20570/2011; Sentenza n. 7059 del 26/03/2014; Cass. 18936 del 24/09/2015; Cass.n.3795/2016). Né appare decisiva la circostanza per cui nella relata di notificazione non sarebbe indicata la qualità del soggetto che aveva ricevuto il plico presso la sede di Equitalia Nord s.p.a. alla luce dei principi già fissati da questa Corte (Cass. n. 14865 del 05/09/2012) per cui «Ai fini della regolarità della notificazione di atti a persona giuridica mediante consegna a persona addetta alla sede (art. 145, primo comma, cod. proc. civ.), senza che consti la previa infruttuosa ricerca del legale rappresentante e, successivamente, della persona incaricata di ricevere le notificazioni, è sufficiente che il consegnatario si trovi presso la sede della persona giuridica destinataria non occasionalmente, ma in virtù di un particolare rapporto che, non dovendo essere necessariamente di prestazione lavorativa, può risultare anche dall’incarico, pur se provvisorio e precario, di ricevere le notificazioni per conto della persona giuridica ( )».

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