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Sì alla fiducia, il M5S blocca la Camera in bilico le riforme-chiave del governo

Il governo incassa la fiducia sul decreto Fare. I voti a favore sono stati 427, 167 quelli contrari. Il premier Letta commenta: «È un segnale molto importante ». Ma per esecutivo e maggioranza sarà un’estate rovente. L’opposizione, M5S in testa, annuncia un ostruzionismo serrato che si aggiunge all’ingorgo di provvedimenti che devono essere approvati a Montecitorio. Il governo e i partiti che lo sostengono reagiscono, annunciano sedute fiume nelle commissioni e in aula, ma potrebbe non bastare a far passare prima della pausa estiva i sei decreti, la legge costituzionale, la legge contro l’omofobia e il ddl sull’abolizione dei finanziamenti ai partiti. E Grillo alza i toni, si chiede perché il popolo non reagisca contro la politica: «Bisogna ripulire l’Italia come fece Ercole con le stalle di Augia, enormi depositi di letame spazzati via». Gli risponde il presidente della Camera Laura Boldrini: «Rovescia insulti sulle Istituzioni, serve più rispetto per i cittadini e per coloro che li rappresentano ».
Intanto in Parlamento da qui alla pausa — le aule dovrebbero chiudere l’8 o il 9 agosto — ci sarà una vera e propria corsa a ostacoli con il governo che proverà a far approvare una serie di provvedimenti urgenti e qualificanti per il suo mandato. Non solo il calendario è fitto al limite dell’impossibile,l’ostruzionismo dell’opposizione complica ancora di più le cose. M5S, Sel e Lega hanno presentato 251 ordini del giorno al decreto Fare (dopo la fiducia deve essere approvato definitivamente) con il risultato di inchiodare i deputati in aula nella notte e successiva seduta a oltranza prevista per oggi. Con uno slittamento del calendario dagli esiti imprevedibili. Oltretutto il filibustering nei prossimi giorni potrebbe rinforzarsi. In commissione Affari costituzionali della Camera, dove si lavorerà giorno e notte, le cose non vanno meglio, con un ingorgo pericoloso per il governo visto che in coda ci sono due provvedimenti fondamentali per Letta: riforma costituzionale e stop al finanziamento pubblico. Tra ostruzionismo e carico di lavoro il primo non andrà in aula oggi ma lunedì prossimo. Il secondo viene spostato al primoagosto. E i 123 emendamenti dell’opposizione sulla legge costituzionale, la maggior parte dei grillini, potrebbero allungare ulteriormente i tempi.
Il governo corre ai ripari, Letta e Franceschini cercano una soluzione, stilano l’agenda per evitare il rinvio o la decadenza di provvedimenti come l’ecobonus, il decreto Fare, il decreto Lavoro e le riforme costituzionali. A farne le spese potrebbe essere il taglio del finanziamento pubblico che anche con un eventuale rinvio delle vacanze al 13 agosto potrebbe arrivare in aula solo a settembre. Il ministro Quagliariello spiega che «il governo ha dato disponibilità a lavorare giorno e notte, la priorità sono le riforme costituzionali e che la commissione licenzi il finanziamento entro l’estate». Solo così, con un accordo di ferro in commissione, il governo accetterà che il voto finale sui soldi alla politica arrivi dopo l’estate senza passare alle maniere forti, ovvero approvando un decreto.
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