Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Sì al ricorso sull’ordinanza filtro

Via libera al ricorso straordinario in Cassazione contro l’ordinanza filtro emessa in Appello che ha dichiarato inammissibile l’impugnazione perchè priva di chance di accoglimento. Lo chiariscono le Sezioni unite civili della Cassazione con la sentenza n. 1914 depositata ieri. Viene in questo modo risolto un conflitto che aveva visto la Cassazione pronunciarsi in maniera contrastante. In particolare, le Sezioni unite mettono in evidenza come la tesi favorevole a un giro di vite, che considera impossibile qualsiasi forma di ricorso in Cassazione nei confronti dell’ordinanza filtro, anche quello straordinario centrato sulla contestazione di vizi solo processuali, non è in linea con la considerazione del ricorso stesso come norma di chiusura del sistema delle impugnazioni, a rafforzamento dell’effettività della tutela giurisdizionale.
In questa prospettiva, la sentenza valorizza l’anima “composita” del ricorso in Cassazione, come delineato dal nostro ordinamento. Da una parte la funzione di garanzia dell’interpretazione uniforme della legge, dall’altra la tutela del singolo cittadino contro le violazioni della legge commesse dai giudici di merito. «Rispetto a tel modello di ricorso – sottolineano le Sezioni unite – (ed alle ragioni che ne hanno determinato la genesi) non può non risultare impropriamente riduttiva una interpretazione che escluda la possibilità di impugnare sempre, per violazioni di legge commesse dai giudici di merito, i provvedimenti decisori che non siano altrimenti modificabili o censurabili».
Più nel dettaglio, le Sezioni unite ricordano che se è vero che non esiste un diritto costituzionale a un secondo grado di giudizio nel merito, lasciando libero il legislatore se conservarlo integralmente oppure sopprimerlo o ancora limitarlo per alcune categorie di controversie, è tuttavia altrettante vero che lasciare, senza alcun potenziale controllo (come avverrebbe aderendo alla linea della non ricorribilità dell’ordinanza filtro) il giudice di appello, equivale almeno potenzialmente a riconoscere una discrezionalità assoluta nella valutazione se la parte può o meno utilizzare il giudizio di secondo grado.
In sostanza si potrebbe arrivare a una sorta di incontrollabile soppressione di fatto del giudizio di appello, «finendo in pratica per privare le parti di tale impugnazione, anche oltre le ipotesi e i limiti previsti dal legislatore e per scaricare sulla Corte di cassazione questioni che potrebbero e dovrebbero essere “filtrate” attraverso il giudizio di appello».
La sentenza mette in evidenza però anche come non tutti gli errori di natura procedurale, rientranti in astratto nel perimetro di applicazione del ricorso straordinario in Cassazione, sono compatibili con la disciplina caratteristica introdotta in materia di ordinanza filtro. Vi rientrano di sicuro, a parere delle Sezioni unite, il mancato rispetto delle regole previste dagli stessi articoli 348 bis e ter del Codice di procedura civile.
Tra i vizi rilevabili con il ricorso straordinario quindi sono compresi la pronuncia dell’ordinanza quando questo non era possibile, quando era obbligatorio per esempio l’intervento del pubblico ministero oppure quando in primo grado la causa è stata disciplinata attraverso il rito sommario di cognizione.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa