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Sì al piano Alitalia, più tempo per l’aumento

In una riunione notturna il consiglio di amministrazione dell’Alitalia ha approvato il piano industriale e ha prorogato al 27 novembre il termine per l’aumento di capitale per i soci, per tenere aperta la trattativa con la riluttante Air France-Klm.
In un’atmosfera di tensione, tra le contestazioni dei lavoratori a Fiumicino, solo alle 19 di ieri è cominciata la riunione. Dopo oltre due ore e mezzo il cda, col voto contrario di Air France, ha approvato il piano industriale con tagli per 200 milioni di euro e la proposta che consente di lasciare uno spiraglio al negoziato con Parigi: una proroga del termine per i soci per sottoscrivere l’aumento di capitale di 300 milioni, che sarebbe scaduto oggi.
La quota dei francesi è di 75 milioni (hanno il 25%), se non partecipassero si diluirebbero a pochi punti percentuali, mentre Alitalia sarebbe indebolita. Finora la società ha incassato 130 milioni della ricapitalizzazione, votata dai soci il 15 ottobre.
L’ultimo ad arrivare ieri è stato il presidente onorario di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta. Non si era più visto ai cda a Roma dalla fine di settembre, da quando i quattro consiglieri di Air France-Klm erano stati criticati dal vicepresidente Salvatore Mancuso, il finanziere del fondo lussemburghese Equinocse, socio con il 3,8% di Alitalia. Per i franco-olandesi ieri c’era il solo Spinetta, l’uomo delle occasioni importanti.
Nel suo discorso, da quanto è trapelato, Spinetta ha fatto capire che tra le condizioni poste per aderire alla ricapitalizzazione non è stato risolto il problema del debito finanziario di Alitalia. Sui contenuti industriali del piano fino alla vigilia da Parigi giungeva quest’indicazione: «È migliorato ma non è sufficiente».
Nel piano illustrato al cda dall’ad, Gabriele Del Torchio, non è indicato il numero degli esuberi, argomento di tensione con governo e sindacati. Varie fonti confermano tuttavia che 2mila lavoratori stagionali non verranno confermati. A questi potrebbero aggiungersi almeno altri mille esuberi tra i dipendenti a tempo indeterminato.
Il piano prevede risparmi per circa 200 milioni, tagli anche alle retribuzioni e una razionalizzazione della rete, la messa a terra di circa 15 aerei a breve e medio raggio. I tagli colpirebbero i voli con l’Europa e i nazionali, anche tra Roma e Milano Linate dove è vincente il treno ad alta velocità. Congelati i voli intercontinentali, resta bloccato il progetto di aumentare il lungo raggio che Alitalia aveva annunciato il 3 luglio. Non ci sono soldi per nuovi aerei. Pesa anche il no di Air France-Klm ad espandere l’intercontinentale da Fiumicino e altri scali: in questo modo il partner (ma anche concorrente) può drenare più passeggeri via Parigi o Amsterdam.
A dare la notizia dell’approvazione del piano è stato uno dei sindaci, Tommaso Di Tanno. Il cda, ha riferito l’azionista Antonio Orsero, ha deciso di prorogare il termine finale, in scadenza stasera, per la prima tornata della ricapitalizzazione, cioè la sottoscrizione riservata ai soci in proporzione alla loro quota. Dopo questa fase le azioni inoptate potrebbero essere sottoscritte solo dai soci che già hanno aderito alla prima fase, entro un termine che deve essere fissato dal cda. Poi ci sarebbe una terza fase, quella in cui sull’inoptato finale interverrebbero le Poste, con il versamento di 75 milioni.
La proroga è stata concepita per concedere un margine supplementare alla trattativa con Air France-Klm, il partner unito ad Alitalia da accordi commerciali. Intese che non si scioglierebbero neppure se i francesi non aderissero alla ricapitalizzazione. Il che esclude che Alitalia possa muoversi in libertà per cercare altri partner, ammesso che ci siano: finora le ricerche di alleati (e soldi) in Medio Oriente (da Etihad a Qatar Airways), a Mosca (Aeroflot) o in Cina non hanno portato a proposte concrete. La prossima settimana dovrebbe riunirsi anche l’assemblea delle Poste per avere l’autorizzazione del ministro Saccomanni a investire 75 milioni in Alitalia. Salvo imprevisti.

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