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Sì al pacchetto per la crescita incentivi e libertà d´impresa

di Luisa Grion

ROMA – La «scossa» che il governo vuol dare all´economia si basa su un riordino degli incentivi alle imprese che entrerà in vigore dal prossimo anno, sulla modifica di tre articoli della Costituzione che richiederà un lungo iter, su un piano per il Sud che sarà pronto entro la fine di aprile e sul rilancio del piano casa varato due anni fa. Questo è stato il succo del Consiglio dei ministri convocato ieri dal premier per riportare l´economia e la crescita al centro del dibattito. Un mix di interventi a costo zero che secondo le previsioni di Berlusconi porterà il paese «ad una crescita del Pil dell´1,5 per cento», ma sul quale i grandi e piccoli industriali hanno già avanzato le loro riserve.
Il pacchetto per lo sviluppo poggia, innanzitutto, sulla riscrittura di tre articoli della Costituzione: il 118 (che dovrà garantire che gli enti locali incentivino l´autonoma iniziativa dei cittadini), il 97 (che introduce criteri di merito nelle carriere della pubblica amministrazione) e soprattutto l´articolo 41 che nella nuova versione dovrà prevedere come la libertà d´impresa sia permessa per tutto ciò che «non è espressamente vietato dalla legge» (e che di fatto sposta i controlli sulla nascita di una nuova azienda ex post, alla fine del processo). Le modifiche ora dovranno seguire la procedura riservata ai ritocchi alla Costituzione e prima di entrare in vigore passerà probabilmente più di un anno.
Altra misura di punta presentata dal governo è il riordino degli incentivi distribuiti dallo Sviluppo economico e il taglio di 25 leggi delle oltre 100 nazionali che li regolamentano. Saranno divisi in tre categorie (voucher fiscali per le piccole imprese, aiuti ai progetti, aiuti per investimenti oltre i 20 milioni), prevedono un Fondo unico e una destinazione del 50 per cento a favore delle piccole imprese. Entreranno però in vigore nel 2012, con l´obiettivo – nel frattempo – di trovare nuove risorse da destinare alle misure. Sul piano Sud il ministro Fitto ha promesso una tabella di marcia che condurrà al varo dei provvedimenti entro la fine di aprile, data sulla quale punta molto anche il ministro Tremonti («La nostra agenda è dettata dall´Europa – ha detto – entro aprile dobbiamo presentare il nostro piano di crescita»). Sul piano casa – varato dal governo nel 2009 , ma fermo al palo per via dei paletti messi dalle Regioni – l´esecutivo darà avvio ad una serie di tavoli per dettare norme guida destinate a superare gli «impasse». Niente di fatto sulla legge annuale a favore della concorrenza e del mercato: il governo sta predisponendo un pacchetto che poggia, soprattutto, sulla riorganizzazione della rete distributiva dei carburanti, ma ieri non se n´è nemmeno parlato. Via libera, invece, al disegno di legge (che ora passerà alle Camere) per smaltire il pregresso nelle cause civili.
Basterà tutto questo a rilanciare l´economia? Confindustria ha i suoi dubbi: prima di tutto pensa che il Pil possa crescere dell´1 per cento o poco più e non raggiungere quell´1,5 annunciato dal premier, ma è scarsa anche la convinzione sulle misure. «Il giudizio è sospeso» ha commentato la leader Marcegaglia. Quanto alle riforme sulla Costituzione «aprono processi, ma l´impatto immediato è un po´ limitato». La Rete delle imprese Italia (i «piccoli» del commercio e artigianato) dice che non basta e che per realizzare la «scossa» ci vuole «un impegno a più alto voltaggio e a corrente costante». Più cauta Confcommercio che promuove l´impianto, ma si augura che «i progetti si traducano con urgenza in fatti concreti».

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