Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Sì al fondo Ue sulle banche

I 28 ministri delle Finanze dell’Unione hanno individuato i principali elementi del nuovo meccanismo unico di gestione delle crisi bancarie, secondo pilastro dell’Unione bancaria. Ai più, il nuovo assetto si rivelerà deludente, basato su un trattato intergovernativo che non piacerà al Parlamento europeo. In attesa di conoscere i dettagli giuridici e tecnici, ancora oggetto di acceso negoziato, emerge però l’idea di una graduale mutualizzazione del fondo di liquidazione delle banche in crisi, un passo avanti inatteso.
La riunione di martedì è durara fino a tarda notte, senza un esito definitivo. I ministri torneranno a riunirsi il 18 dicembre con l’obiettivo di chiudere le trattative. Nella notte tra martedì e mercoledì i commenti sono stati contrastanti. Germania e Francia si sono dette fiduciose di un accordo. Il ministro delle Finanze francese Pierre Moscovici ha detto che «il 95% del cammino è stato compiuto». La Finlandia ha notato che solo con una soluzione a tutti i dettagli si potrà parlare di intesa.
Le grandi linee del compromesso hanno visto la Germania imporre una serie di condizioni. Il raggio d’azione del nuovo meccanismo unico di gestione delle crisi bancarie sarà limitato alle banche direttamente vigilate dalla Banca centrale europea. Cadranno sotto l’egida del nuovo assetto anche i piccoli istituti di credito quando questi avranno bisogno dell’aiuto fondo di liquidazione. Quest’ultimo verrà creato con un trattato intergovernativo.
Questa strada è stata voluta da Berlino per dare una base legale solida al nuovo meccanismo. Il trattato intergovernativo ha alcune controindicazioni. Privilegia il metodo confederale piuttosto che quello comunitario e rischia di indispettire il Parlamento che sul dossier avrebbe potere di codecisione. Alcuni deputati già ieri hanno rumoreggiato: «Abbiamo tutti i poteri per bloccare questo approccio che toglie diritti democratici di controllo al Parlamento», ha detto il verde tedesco Sven Giegold.
Il trattato dovrebbe essere pronto entro il 1° marzo del 2014 in modo che il nuovo meccanismo entri in vigore dal 2015, quasi in contemporanea con il trasferimento della vigilanza alla Banca centrale europea. Nel contempo, il pre-accordo prevede che il contributo degli azionisti e degli obbligazionisti nel caso di ristrutturazione bancaria avvenga fin dal 2016 e non dal 2018, come previsto in precedenza, venendo ancora incontro a Berlino.
In cambio, la Germania ha accettato l’idea di una mutualizzazione del fondo di liquidazione. Secondo il pre-accordo, in un primo tempo l’eventuale salvataggio di una banca verrebbe pagato con la quota nazionale nel fondo. Progressivamente, si potranno usare anche le quote degli altri Paesi fino a rendere il fondo completamente federale nel giro di 10 anni. Il ministro dell’Economia italiano Fabrizio Saccomanni ha sottolineato positivamente la «progressiva mutualizzazione» del fondo.
I più scettici faranno notare che il denaro del fondo sarà privato e che la mutualizzazione avverrà a lungo termine. Molto potrebbe succedere da qui ad allora. Al tempo stesso, la Germania si era sempre rifiutata di accettare questa evoluzione. Come non ammettere un passo avanti politicamente significativo? «C’è una vigilanza unica, un consiglio unico di liquidazione, un fondo unico di liquidazione – nota un alto responsabile europeo -. Qualche progresso si è fatto».
Al di là delle modalità di voto nel consiglio di liquidazione, composto dalle autorità nazionali e dalla Bce e che prenderà le decisioni sul futuro di una banca, un’altra incognita riguarda la fase transitoria, quando il fondo non sarà ancora a regime. «Nella notte se ne è parlato poco», ammette un esponente comunitario. La presidenza lituana della Ue ha proposto l’uso del meccanismo europeo di stabilità (Esm) «caso per caso secondo le procedure concordate» con l’impegno di un rimborso dei prestiti.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ultimo miglio con tensioni sul piano italiano per il Recovery Fund. Mentre la Confindustria denuncia...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le diplomazie italo-francesi sono al lavoro con le istituzioni e con le aziende di cui Vivendi è un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La tempesta del Covid è stata superata anche grazie alla ciambella di salvataggio del credito, ma o...

Oggi sulla stampa