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Si abbassano le soglie d’accesso

Al via il «nuovo» Fondo centrale di garanzia per le pmi per fronteggiare meglio la crisi. Entrano in vigore questa settimana, infatti, le nuove disposizioni operative del Fondo, integrate dal decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 27 dicembre 2013 (in Gazzetta Ufficiale dell’8/3/2014). Le percentuali di copertura salgono all’80%, mentre i criteri di valutazione meno rigorosi consentiranno di abbassare le soglie di ingresso al Fondo. Gli interventi sono stati estesi anche ai professionisti e le imprese in fase di start up potranno essere ammesse quasi automaticamente. L’intervento del Mise ha dunque ricalibrato requisiti e parametri di valutazione in funzione del ciclo economico e dell’andamento del mercato finanziario e creditizio. Potranno pertanto essere ammesse le operazioni il cui importo non superi il 40% del fatturato dell’impresa (precedentemente era il 30%), ovvero il 30% nel caso dei finanziamenti fino a 36 mesi (aumentato rispetto al precedente 20%). L’obiettivo del decreto è ampliare la platea delle imprese potenzialmente beneficiarie delle garanzie fornite dal Fondo.

Le novità del decreto del Mise. Il provvedimento (dm 27/12/2013), attuativo delle disposizioni dell’articolo 1 del decreto Fare, prevede tra le principali novità:

– l’estensione dell’intervento ai professionisti;

– la rimodulazione delle percentuali massime di copertura;

– la modifica dei criteri di valutazione economico-finanziaria;

– la limitazione della concessione della garanzia alle sole operazioni di nuova concessione ed erogazione (salvo che le stesse non siano condizionate all’acquisizione della garanzia del Fondo);

– la modifica dei termini per l’avvio delle procedure di recupero relative alle operazioni di durata pari o inferiore a 18 mesi senza piano di ammortamento;

– specifici criteri di valutazione per l’ammissione delle start up e delle cooperative sociali;

– nuove misure per garantire l’effettivo trasferimento dei vantaggi della garanzia alle imprese beneficiarie.

Le nuove coperture. Il decreto ha innalzato dal 70% all’80% dell’importo dell’operazione la misura massima della garanzia concessa dal Fondo. Tale incremento riguarda:

– l’anticipazione di credito, senza cessione, verso imprese che vantano crediti nei confronti della pubblica amministrazione;

– le operazioni finanziarie di durata non inferiore a 36 mesi;

– le operazioni a favore di imprese ubicate in aree di crisi (art. 27 del dl 83/2012);

– le operazioni a favore delle imprese operanti nel settore merci su strada per contro terzi garantite a valere sulla sezione speciale di cui al dm 27 luglio 2009.

Criteri di valutazione. Una delle novità introdotte dal decreto riguarda il sistema degli indici di valutazione, che risulta semplificato, e tendenzialmente, più simile tra i diversi modelli settoriali e/o contabili.

L’aggiornamento dei criteri di valutazione delle imprese, e dei relativi parametri, sono stati adeguati in relazione ai mutamenti del ciclo economico e all’andamento del mercato finanziario e creditizio. La rimodulazione riguarda sia i settori (industria e attività manifatturiere, servizi, agricoltura, autotrasporto) che il regime contabile (contabilità ordinaria e semplificata).

Per quanto riguarda gli indicatori di valutazione relativi alle imprese in contabilità ordinaria dei settori manifatturiero, edilizia, alberghi, commercio e servizi:

– il valore di riferimento dell’indice Mol/fatturato scende dal 15 all’8%;

– viene sostituito l’indicatore oneri finanziari/fatturato con l’indicatore Mol/oneri finanziari lordi, con un valore di riferimento pari a 2;

– per le imprese del settore commercio, servizi ed alberghi (società alberghiere locatarie dell’immobile), l’indice attivo circolante/fatturato è sostituito da mezzi propri/totale passivo, con un valore di riferimento pari a 7%.

Viene inoltre eliminato il riferimento al rapporto finanziamento/fatturato per le operazioni di durata non superiore a 36 mesi.

Professionisti. Il Fondo potrà intervenire anche in favore dei professionisti, sia iscritti agli ordini professionali, sia quelli aderenti alle associazioni professionali di cui all’elenco tenuto dal Mise ai sensi della legge 4/2013 e in possesso delle relative attestazioni. Le operazioni finanziarie a favore di tale categoria potrà avere un assorbimento massimo delle risorse complessive del Fondo pari al 5%.

Valutazione delle domande dei professionisti. Per i professionisti (e le aziende in regime di contabilità semplificata o forfetaria) i dati da analizzare saranno desunti dalle ultime due dichiarazioni fiscali. La valutazione sarà effettuata sui seguenti indici:

– copertura degli oneri finanziari: mol/oneri finanziari lordi;

– incidenza della gestione caratteristica sul fatturato: mol/fatturato.

Operazioni non deliberate. Il decreto prevede che la garanzia potrà essere concessa esclusivamente in relazione a operazioni finanziarie di nuova concessione ed erogazione. Inoltre, potranno essere ammesse al Fondo solo le operazioni non ancora deliberate dagli istituti di credito che dovranno poi erogare il finanziamento. Le operazioni già deliberate saranno ammesse solo se la delibera sarà condizionata, nella sua esecutività, all’acquisizione della garanzia da parte del Fondo. Questa misura ha lo scopo di privilegiare le imprese che hanno effettivamente necessità finanziarie e che in mancanza della garanzia non potrebbero accedere al finanziamento.

Start up. Potranno essere ammesse quasi automaticamente senza valutazione dei bilanci le richieste di garanzie riferite a:

– start up innovative e incubatori certificati;

– imprese sociali per importi non superiori a 150.000 euro.

Procedura semplificata. La procedura semplificata è riservata alle operazioni finanziarie non assistite da garanzie reali, assicurative e dalle garanzie prestate dalle banche. Secondo le nuove disposizioni potranno essere ammesse le operazioni il cui importo non sia superiore al 40% del fatturato, e al 30% nel caso di finanziamenti fino a 36 mesi (precedentemente era il 30% e il 20%. I limiti erano rispettivamente 35% e 25% in caso di processi di internazionalizzazione delle Pmi). Per l’accesso alla procedura semplificata, inoltre, il decreto prevede le seguenti nuove condizioni rispetto all’ultimo bilancio approvato:

– la perdita non potrà essere superiore al 5% del fatturato;

– l’indice “Mezzi propri/Totale del passivo” non potrà essere inferiore al 5%.

Procedure di valutazione semplificate. I nuovi criteri introducono un filtro cautelativo per le seguenti procedure: semplificata, importo ridotto (o microcredito), confidi autorizzati a certificare il merito di credito» (o confidi rating), procedura per l’ammissione senza valutazione dei dati contabili del soggetto beneficiario finale.

L’ammissione a tali procedure sarà possibile in mancanza, con riferimento alla pmi beneficiaria, di protesti e pignoramenti (anche a carico degli amministratori per le società di persone) e di situazioni di incaglio e sofferenza in Centrale rischi.

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