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Sì a 72 rate anche per piccoli importi

L’Agenzia delle entrate Riscossione ha l’obbligo di concedere la dilazione di 72 rate in presenza di piccoli importi, qualora il contribuente ne faccia semplice richiesta e senza che debba accompagnare la richiesta con alcuna documentazione. La norma, infatti, utilizza la locuzione «l’agente della riscossione concede la ripartizione del pagamento fino a un massimo di 72 rate», che deve intendersi come un obbligo e non una facoltà. È quanto afferma la Ctp di Sondrio nella sentenza n. 133/02/17. La vertenza nasce dall’impugnazione di un diniego alla richiesta di rateizzazione, per un debito erariale ammontante a poco più di tremila euro, comprensivi di sanzioni e interessi. Il concessionario aveva respinto la richiesta di rateizzazione in 72 rate, chiedendo di documentare la situazione di obiettiva difficoltà economica (per giustificare una richiesta di dilazione così ampia a fronte di un debito così esiguo). Il diniego veniva impugnato dinanzi alla Ctp di Sondrio, che ha accolto il ricorso e compensato le spese di giudizio.

Il collegio richiama espressamente la norma che regola le dilazioni dei ruoli esattoriali, ovvero l’articolo 19, comma 1, del dpr 602/73, nella sua nuova formulazione: «l’agente della riscossione, su richiesta del contribuente che dichiara di versare in temporanea situazione di obiettiva difficoltà, concede la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, con esclusione dei diritti di notifica, fino a un massimo di 72 rate mensili. Nel caso in cui le somme iscritte a ruolo sono di importo superiore a 60 mila euro, la dilazione può essere concessa se il contribuente documenta la temporanea situazione di obiettiva difficoltà».

Dall’interpretazione letterale della stessa, spiega la Ctp, si rileva che il termine «concede» sta a indicare un obbligo, e non una facoltà, in capo all’agente della riscossione di disporre una dilazione fino a 72 rate, ovvero nell’arco temporale di 6 anni. Una dilazione così lunga, poi, non necessità di alcuna prova documentale, se l’importo è inferiore a 60 mila euro: ciò vuol dire che l’agente della riscossione è obbligato a concedere la dilazione lunga alla semplice richiesta del contribuente, che «dichiara di versare in situazione di obiettiva difficoltà». L’onere documentale, di contro, è previsto dalla medesima norma soltanto nel caso in cui il debito sia superiore a 60 mila euro. Nessuna limitazione di importo minimo, poi, è prevista per la concessione della dilazione massima.

Benito Fuoco

[omissis] All’Udienza odierna, assente il rappresentante dell’Ufficio, la Commissione riunita in Camera di Consiglio decide come da dispositivo. Il ricorso, a parere di questa Commissione, merita accoglimento. L’art. 19, comma 1, del Dpr 29 settembre 1973 n. 602, nella sua nuova formulazione dispone che «L’agente della riscossione, su richiesta del contribuente che dichiara di versare in temporanea situazione di obiettiva difficoltà, concede la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, con esclusione dei diritti di notifica, fino a un massimo di 72 rate mensili. Nel caso in cui le somme iscritte a ruolo sono di importo superiore a 60 mila euro, la dilazione può essere concessa se il contribuente documenta la temporanea situazione di obiettiva difficoltà». Dal tenore letterale della norma si evince che il termine «concede», stia a significare come l’Ufficio, in simili fattispecie, non abbia alcuna facoltà, bensì un obbligo, nel ripartire il pagamento delle somme iscritte a ruolo, fino a un massimo di 72 rate, ovvero nell’arco temporale di sei anni. Né il Contribuente, al fine di ottenere la dilazione del pagamento di quanto dovuto, è tenuto a documentare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà, posto che le somme iscritte a ruolo ( 3.668,63) sono di importo inferiore a 60 mila euro (secondo periodo del sopracitato art. 19, comma 1, del Dpr 29 settembre 1973 n. 602). Del resto, come rappresentato dalla ricorrente nel ricorso, dallo stesso sito Internet di Equitalia (circostanza non smentita dall’Ufficio e in ogni caso facilmente verificabile), risulta quanto segue: Per debiti fino a 60 mila euro puoi richiedere la rateizzazione presentando una domanda semplice (anche online), senza aggiungere alcuna documentazione e dichiarando la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica. In questo caso, accedi automaticamente al piano ordinario che ti consente di pagare il debito fino a un massimo di 72 rate (6 anni).

Pertanto la Commissione, sulla base di queste argomentazioni, ritenuto di non poter disporre l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del Contendere, come in via preliminare richiesto dall’Ufficio nelle proprie controdeduzioni, posto che agli atti non risulta l’asserito annullamento del ruolo da parte dell’Agenzia delle entrate di Sondrio-Direzione Provinciale di Sondrio e considerata reietta ogni altra istanza e deduzione eventualmente proposta dalle parti, dispone l’accoglimento del ricorso come richiesto nel merito dalla ricorrente.

Quanto alle spese di giudizio ricorrono giusti motivi per disporre la compensazione tra le parti.

PQM Accoglie il ricorso e compensa le spese di giudizio tra le parti.

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