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Shopping center, piano da 5 miliardi

I centri commerciali scommettono contro la crisi e proseguono nei loro piani di sviluppo con oltre venti progetti. Nel prossimo triennio sono in arrivo circa un milione di metri quadri di spazi commerciali che avranno un valore a portafoglio tra i 4 e i 5 miliardi. «Sono ripartiti i cantieri e il 2015 sarà l’anno della svolta», dice Massimo Moretti, presidente del Consiglio nazionale dei centri commerciali.

Un piano da circa un milione di metri quadri di spazi affittabili. I centri commerciali scommettono contro la crisi e inseguono lo sviluppo del comparto con 22 nuovi progetti in essere, di cui nove in fase di costruzione e i restanti allo stato progettuale. Operazioni che una volta ultimate avranno un valore finale a portafoglio tra i 4 e i 5 miliardi. Questa la stima di Massimo Moretti, presidente di Cncc, il Consiglio nazionale dei centri commerciali, che raggruppa anche i parchi commerciali e i factory outlet, commentando l’elenco dei progetti: «Negli ultimi due anni sono ripartiti i cantieri e il 2015 sarà l’anno della svolta, con l’inaugurazione di importanti centri, in uno scenario ben intonato». È l’atteso rimbalzo dopo il tracollo subìto all’inizio della crisi, quando il comparto ha accusato le conseguenze del credit crunch.
Quando questa ondata di nuovi shopping center sarà ultimata il settore supererà i 18 milioni di metri quadri di superfici disponibili con un aumento del 6 per cento. La maggior parte delle operazioni sono promosse da capitali esteri. «L’80% degli investitori sono stranieri, anche se fanno fatica a muoversi tra le autonomie locali e le leggi regionali del commercio che frenano lo sviluppo – aggiunge Moretti -. Per operare serve maggiore omogeneità».
Tra tutti i progetti spiccano due mall che si preannunciano colossali. Il primo è il Westfield Milan, promosso da Arcus Real Estate (controllata da Stilo immobiliare finanziaria, holding delle attività immobiliari di Percassi) e il colosso australiano Westfield. Sorgerà a pochi chilometri dall’aeroporto di Linate e inizialmente si svilupperà su una superficie di circa 170mila metri quadri, che diventeranno circa 250mila nella fase 2. Nel complesso un progetto da 1,3 miliardi di euro: un villaggio del lusso con circa 50 boutique, oltre al department store Galeries Lafayette, il primo in Italia.
C’è poi il centro commerciale Pescaccio a Roma, oltre 135mila metri di spazi commerciali, a cui si aggiungeranno un cinema multisala e aree multifunzionali. Nella capitale si lavora anche al Centro commerciale Laurentino e all’area di Selva Candida.
Nei dintorni di Milano sono in fase avanzata i lavori dell’Arese shopping center, progetto del Gruppo Finiper di Marco Brunelli, che sorgerà negli spazi della ex fabbrica dell’Alfa Romeo. Un investimento da oltre 300 milioni per creare un polo dello shopping con 200 negozi e un tratto distintivo forse unico al mondo: un circuito automobilistico storico. «A maggio verrà inaugurato il tracciato della pista di collaudo» anticipa Francesco Ioppi, direttore real estate del Gruppo Finiper. Lo shopping center verrà invece inaugurato nel primo semestre 2016. «La fase di prenotazione degli spazi è avanzata e prevediamo di chiuderla a giugno – continua Ioppi -. Ci saranno brand innovativi, non ancora presenti in Italia». Oltre a riqualificare un’area industriale il mall avrà un bassissimo impatto ambientale «grazie alla certificazione Leed gold».
Anche nel Mezzogiorno si stanno sviluppando diverse iniziative, ma di dimensioni inferiori, in media tra i 30 e i 45mila metri di spazi commerciali. Due i centri in Puglia, a Bari e a Foggia; in Campania è previsto il Policentro Afragola, nei dintorni di Napoli, mentre a Catanzaro è prevista La Perla shopping center. È entrato nella fase 2 il Sicilia outlet village (Gruppo Percassi), che così raggiungerà i 145 store.
Altri centri commerciali sono previsti a Trento, a Faenza, in provincia di Ravenna, e ben tre nei dintorni di Verona. Come in una partita a dama il commercio moderno sta conquistando tutte le province della penisola.

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