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Shell stringe ancora la cinghia e scommette sulla plastica

LONDRA
La cura dimagrante fa bene a Royal Dutch Shell: il titolo della compagnia petrolifera è salito del 3,2% ieri, trainando al rialzo il listino londinese. Il mercato ha reagito bene all’annuncio che il taglio dei costi e la vendita di asset continueranno fino alla fine del decennio, mentre resta invariato l’impegno a pagare un dividendo da 15 miliardi di dollari l’anno.
Shell ha anche dato via libera alla costruzione di un grande impianto petrolchimico negli Usa:?situato a Pittsburgh, Pennsylvania, utilizzerà etano proveniente dai vicini giacimenti di shale gas di Marcellus e Utica per ricavare etilene e polietilene, ingredienti base della plastica. Il progetto, di cui non è stato reso noto il costo, sarà operativo nel prossimo decennio.
Diventata la numero due al mondo con l’acquisizione da 54 miliardi di $ di BG Group, Shell intende ora «ricalibrarsi» per affrontare un lungo periodo di prezzi del petrolio bassi, ha detto ieri a Londra il ceo Ben van Beurden. L’obiettivo, ha dichiarato, è «essere numero uno» superando ExxonMobil come miglior investimento nel settore dell’energia.
Il gruppo venderà 30 miliardi di asset ritenuti non strategici nei prossimi 3 anni, con le prime cessioni da 8 miliardi già quest’anno, ha annunciato il ceo, taglierà costi per altri 4,5 miliardi e potrebbe uscire da 10 Paesi, eliminando altre migliaia di posti di lavoro e riducendo del 10% la produzione. Shell intende concentrarsi su 13 Paesi chiave, tra cui Brasile, Australia e Stati Uniti, ma non ha fatto sapere quali invece lascerà.
Parlando agli investitori, van Beurden ha sottolineato la «grande opportunità di cambiare radicalmente Shell per metterla al riparo da shock futuri, creando una società più focalizzata e più resistente con rendimenti migliori»
Shell prevede investimenti per 29 miliardi di $ quest’anno e cifre simili nei prossimi anni, ma le spese potrebbero essere ridotte nel caso in cui il prezzo del greggio tornasse a calare.
L’acquisizione di BG non solo è stata positiva, si è difeso van Beurden, ma ha generato risparmi molto superiori alle previsioni fatte lo scorso anno:?le sinergie di 2,5 miliardi di $ sono ora aumentate a 4,5 miliardi. Il takeover ha però pesato sul debito, salito dal 14% al 26% del capitale totale, e ha portato a un abbassamento del rating del gruppo. Grazie a BG ora Shell ha asset al largo del Brasile e del Golfo del Messico e intende accelerare l’esplorazione sottomarina. Altri progetti prevedono una maggiore presenza nel settore dello shale gas e dell’energia pulita.

Nicol Degli Innocenti

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