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Sgravi sui salari per favorire intese

Il Governo «metterà le poche risorse che abbiamo come un’azione di supporto», alle proposte per rilanciare la produttività che saranno prese al tavolo tra imprenditori e sindacato «speriamo nei prossimi giorni, il più presto possibile».
Nell’incontro a Palazzo Chigi con i sindacati, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha confermato che per ridurre il secondo spread con cui deve fare i conti l’Italia, quello di produttività, viene affidato il ruolo dei protagonisti alle parti sociali: da loro il Governo «si aspetta proposte ambiziose e complessive», essendo «fortemente intenzionato ad accompagnare le proposte e lo sforzo che possono fare». L’orizzonte temporale è piuttosto stretto, visto che il premier Mario Monti intende presentarsi con le carte in regola entro un mese ai due prossimi appuntamenti europei di ottobre, perché – come ha spiegato la settimana scorsa alle imprese – mentre per gli altri impegni richiesti all’Italia dalle Raccomandazioni del Consiglio europeo di fine giugno sono già state impostate azioni, sul capitolo produttività non sono ancora riscontrabili significativi passi avanti. «Aumentare la produttività serve anche in termini di convinzione per il resto del mondo che l’Italia sta facendo sul serio», ha aggiunto Passera, che gestirà per conto dell’Esecutivo la partita con le parti sociali, spronate ad attuare l’accordo interconfederale del 28 giugno del 2011 che rafforza i ruolo della contrattazione aziendale: «Avete fatto accordi e contribuito a leggi sagge – ha detto – vi chiediamo di usarli di più e applicare concretamente gli strumenti che già avete a disposizione per creare produttività».
Il sindacato è diviso sulla valutazione dell’incontro. Fortemente critica la Cgil per «l’assenza di misure per la crescita che non dipende solo da quello che possono fare le parti sociali». Per Susanna Camusso manca una politica industriale e una politica economica a sostegno della crescita. Anche sui tempi di un’intesa tra imprese e sindacati chiesti da Monti, per la Camusso «siamo nell’ambito degli auspici. A noi piacerebbe fare nei prossimi tre giorni l’accordo sulla rappresentatività (sono in corso da settimane contatti tra i sindacati e con la Confindustria, ndr). La logica dei tempi è propaganda: i temi si affrontano e quando si trovano le soluzioni ci sono». Anche la Uil è «delusa», spiega Antonio Foccillo, «per la mancanza di certezze da parte del Governo sulle risorse». Mentre Raffaele Bonanni canta vittoria per l’avvio del dialogo con il Governo sollecitato da tempo dalla Cisl, insieme all’Ugl che dà una valutazione positiva dell’incontro.
Ai sindacati e alle imprese che hanno chiesto che si ritorni alla detassazione del salario di produttività antecedente ai tagli, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha risposto che «il Governo prenderà seriamente in considerazione questa misura». Quanto alla riduzione del cuneo fiscale «è una misura parallela alla detassazione del salario di produttività», sarà «difficile trovare i finanziamenti per entrambe le misure», anche perché se ci sarà «qualche intervento sul salario di produttività non sarà di grandissima vastità: se riuscissimo a mettere su tavolo qualche centinaia di milioni sarebbe una cosa buona», mentre «non vogliamo la riduzione dei contributi che «è una strada perdente». Il ministro Fornero ha anche spiegato che nell’incontro di ieri «non abbiamo preso impegni concreti», era «la ripresa di un dialogo finalizzato ad aumentare la produttività del sistema Italia». Rivolgendosi ai sindacati, li ha invitati per un incontro al ministero che potrebbe svolgersi già entro il mese, per discutere di una serie di iniziative, come le deleghe della riforma del mercato del lavoro, il monitoraggio ed una prima valutazione, aggiungendo che anche sulle politiche sociali – nonostante i vincoli siano stretti – qualcosa si può fare.

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