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Sgravi sui redditi bassi, Tasi con bonus

Concentrare le risorse del taglio del cuneo sui lavoratori con un redditi inferiori ai 30-40mila euro, anziché 55mila euro, premiando le famiglie con più figli. E ripristinare, seppure solo parzialmente, anche per la nuova Tasi le detrazioni sull’abitazione principale scomparse con l’Imu. Anche se su questo punto la rotta da percorrere non è ancora chiara: tra le varie ipotesi sul tappeto, dal “bonus” standard su tutto il territorio nazionale alla detrazione micro da 50 euro (al momento la più “gettonata”), prende forza anche quella di valutare un innalzamento, o la cancellazione, del tetto del 2,5 per mille fissato come aliquota massima per i Comuni. Opzione possibile anche nel caso di detrazione standard. La rotta per giungere al restyling del capitolo cuneo fiscale e casa della legge di stabilità è stata comunque abbozzata nel vertice di lunedì a Palazzo Chigi con Enrico Letta, Angelino Alfano e il ministro Fabrizio Saccomanni. Con un paletto: mantenere i saldi invariati.
Ma molti restano i nodi da sciogliere e non solo su cuneo e service tax formato Trise, per la quale tra l’altro si sta valutando anche l’ipotesi di una semplificazione in una componente unica invece delle due attuali (Tari e Tasi). L’aumento della tassazione delle rendite finanziarie dal 20 al 22%, su cui spinge il Pd, potrebbe tornare in scena in commissione Bilancio al Senato, dove dalla prossima settimana l’esame della “stabilità” entrerà nel vivo. Il ministro Saccomanni nel corso dell’audizione di ieri a Palazzo Madama ha detto che sull’argomento il Governo è pronto a una riflessione ma senza aprire eccessivamente. Lo stesso Saccomanni ha confermato la possibilità di un ritorno delle detrazioni per la Tasi e di correttivi al cuneo per favorire i nuclei più numerosi.
Il termine per la presentazione degli emendamenti in Commissione da parte dei gruppi parlamentari scade il 5 novembre. E la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha deciso che il testo dovrà approdare in Aula il 18 novembre con l’obiettivo di dare l’ok entro il giorno 22 dello stesso mese.
Prima di arrivare in Aula si dovrà giocare la partita sulle modifiche, a partire da quelle su cuneo e casa. Su quest’ultimo fronte il pressing del Pdl è incessante. Con i “lealisti” che continuano a puntare il dito contro l’Imu mascherata da Tasi e che chiedono la convocazione della cabina di regia. Ma anche il Pd spinge perché la Trise sia progressiva e per mantenere l’esenzione dalla tassazione degli immobili per le famiglie che con l’Imu non pagavano grazie a franchigie e detrazioni. Anche per effetto di questo “forcing” nel vertice a palazzo Chigi di lunedì sarebbe stato dato l’ok a una rivisitazione della service tax, soprattutto per la componente Tasi agendo sul ripristino delle detrazioni.
Al momento l’opzione più quotata è quella di ricorrere a una detrazione minima di circa 50 euro (si veda articolo a fianco), lasciando ai Comuni la possibilità di far salire l’aliquota fino al tetto massimo del 2,5% per recuperare risorse. Una soluzione caldeggiata di fatto dallo stesso ministro dell Infrastrutture, Maurizio Lupi, che incontrando lunedì sera i sindaci della provincia di Alessandria ha detto che «occorre prevedere con certezza l’introduzione obbligatoria da parte dei comuni delle detrazioni sulla prima casa, già previste nella legge 214/2011, senza modificare il limite massimo di flessibilità del 2,5 per mille». Un tetto che però diversi sindaci dei due schieramenti, e anche l’entourage del ministro Graziano Delrio, vorrebbero che venisse superato per tararlo appunto sulla base dell’entità delle detrazioni. Una cancellazione dell’aliquota massima fissata dal governo, dunque, che è anche tra le opzioni collegate al ricorso di una detrazione standard, identica per tutti, a livello nazionale (si veda Il Sole 24 Ore del 26 ottobre).
Anche sulla casa sono diverse le ipotesi di correttivo sul tappeto. Sicuramente sarà introdotto un ritocco per irrobustire la detassazione sul lavoro, alla quale sono stati destinati 1,5 miliardi dei 2,5 previsti per il taglio del cuneo nel 2014, per dipendenti con famiglie con più figli. Il Pd chiede anche di abbassare a 20-25 mila euro l’asticella della fascia di reddito sotto la quale far scattare le agevolazioni per renderle più robuste. Il Governo sembra orientato a mantenere questa asticella alta e a non scendere non oltre i 40mila euro, ma c’è anche chi parla di 30-35mila euro, rispetto all’attuale quota di 55mila euro.
Intanto ieri la commissione Lavoro del Senato, presieduta da Maurizio Sacconi, ha formulato il parere di merito sulla “stabilità” in cui si suggerisce di trasformare la detassazione sul lavoro in un’unica erogazione nell’anno valutando la possibilità di concentrare i benefici su una platea più ridotta e di aumentare le risorse per la detassazione dei salari di produttività. Quanto agli altri capitoli della legge di stabilità che saranno interessati da modifiche, sono in arrivo ritocchi per alleggerire la stretta sul pubblico impiego e per allentare ulteriormente il patto di stabilità per i Comuni.

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