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Sgravi sui premi di risultato

Via libera alla decontribuzione dei premi di risultato erogati nell’anno 2013. A partire da ieri è possibile, per i datori di lavoro, inviare le domande all’Inps tese ad ottenere il riconoscimento dello sgravio contributivo (25% a favore degli stessi datori di lavoro e 100% ai lavoratori) sulle somme di produttività erogate l’anno scorso in base a contratti aziendali o territoriali. La parola passa adesso all’Inps che deve indicare le modalità operative nonché fissare il termine ultimo di presentazione, a partire dal quale l’istituto avrà 60 giorni di tempo per comunicare l’ammissione o meno allo sgravio. Gli accordi di produttività, se non già fatto, vanno depositati alla direzione territoriale del lavoro (Dtl) entro il 30 giugno. Lo stabilisce il dm 14 febbraio 2014 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 123 di ieri.

Dall’anno 2008

La decontribuzione è finalizzata ad agevolare la contrattazione di prossimità (ossia quella di secondo livello): aziendale e territoriale. Introdotta dal 1° gennaio 2008 dalla legge n. 247/2007 (protocollo Welfare) in via sperimentale per il triennio 2008/2010, è stata prima prorogata per l’anno 2011 dalla legge n. 220/2010 (legge Stabilità 2011) e poi resa strutturale dalla riforma del mercato del lavoro Fornero, la legge n. 92/2012, dall’anno 2012. Il bonus, per poter operare, necessita di autorizzazione ministeriale annua, attraverso apposito decreto che deve fissare la misura massima di sconto (non oltre il 5% della retribuzione contrattuale dei lavoratori), nonché le modalità applicative.

Le risorse

Il decreto pubblicato in G.U. disciplina l’incentivo con riferimento ai premi di produttività che sono stati erogati nel 2013 e stanzia le relative risorse, pari a 607 milioni di euro. Il 62,5% è destinato alla contrattazione aziendale (379 milioni di euro), il restante 37,5% alla contrattazione territoriale (228 milioni di euro).

Lo sgravio

Lo sgravio contributivo, che opera sui premi di risultato e su tutte le erogazioni stabilite dai contratti di secondo livello, aziendali e/o territoriali, è a favore sia dei datori di lavoro che dei lavoratori. Ai primi è concesso nella misura del 25%, ai lavoratori del 100% delle rispettive aliquote di contribuzione.

Condizioni di accesso

Lo sgravio, stabilisce il decreto, si applica sulla quota di erogazione prevista dai contratti di secondo livello (aziendali o territoriali), nel limite del 2,25% della retribuzione contrattuale percepita dal lavoratore. Per esempio, un lavoratore che abbia una retribuzione annua di euro 34 mila darà diritto allo sgravio su un importo massimo di premio aziendale di 765 euro (cioè il 2,25% di 34 mila euro). Per accedere allo sgravio, i contratti aziendali e territoriali ovvero di secondo livello devono avere queste caratteristiche:

  • essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati (se non già fatto) presso le direzioni territoriali del lavoro entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto (cioè entro il prossimo 30 giugno); prevedere erogazioni legate a incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, oltre che collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale.
  •  Le domande all’Inps

    Teoricamente da ieri è possibile inviare le domande all’Inps. Così stabilisce, infatti, il decreto il quale però, quanto alle modalità di presentazione, fa rinvio alle istruzioni dell’Inps. Istruzioni che non ancora sono disponibili e che dovranno peraltro stabilire anche un termine.

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