Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Sgravi senza intesa aziendale

Possibilità di sottoscrivere accordi aziendali in tema di detassazione anche se non ci sono le Rsa o le Rsu, e maggiore facilità di applicare l’aliquota ridotta alle prestazioni di lavoro rese fuori dall’orario ordinario. Questo il doppio risultato cui giunge l’accordo interconfederale siglato il 24 aprile scorso tra Confindustria, da una parte, e Cgil, Cisl e Uil, dall’altra, con il quale sono state condivise alcune misure finalizzate a completare la normativa sulla retribuzione di produttività.
L’accordo interconfederale si preoccupa, innanzitutto, di garantire l’accesso alla contrattazione di secondo livello a quelle imprese che non possono siglare accordi aziendali perché manca la controparte sindacale. A tal fine, si prevede la possibilità di avvalersi del supporto di Confindustria per la conduzione del negoziato e la sottoscrizione delle relative intese con le associazioni sindacali di livello territoriale.
Una volta sottoscritti sulla base di tale procedura, gli accordi collettivi avranno la stessa efficacia degli accordi aziendali ordinari e, quindi, saranno efficaci nei confronti di tutti i dipendenti della singola azienda.
La seconda innovazione ha una portata più generale. Si prevede, infatti, la possibilità di detassare le somme pagate per compensare il lavoro svolto fuori dai regimi di orario ordinario (ipotesi questa in cui sembra rientrare lo straordinario), anche quando non sono rispettati i complicati meccanismi definiti dal Dpcm 22 gennaio 2013.
Sulla base di tale decreto, infatti, la retribuzione pagata per il lavoro svolto in regimi di orario flessibile era già suscettibile di detassazione, ma solo a condizione che l’attività lavorativa fosse svolta nell’ambito di almeno altre due delle seguenti situazioni: equivalenza delle mansioni e integrazione delle competenze, impiego di nuove tecnologie, programmazione aziendale che preveda la distribuzione flessibile delle ferie. L’accordo interconfederale del 24 aprile 2013 di fatto fa venire meno la necessità inserire la prestazione dentro questa griglia di situazioni (nota come “secondo canale”), per detassare le retribuzioni pagate per l’orario flessibile.
L’accordo interconfederale stabilisce anche che l’aliquota agevolata dovrà essere applicata sulla quota di retribuzione pagata per l’orario di lavoro aggiuntivo, comprensiva della relativa maggiorazione. L’agevolazione dovrà essere riconosciuta anche ai lavoratori impiegati sulla base di un contratto di somministrazione.
È importante osservare che le due innovazioni – procedura semplificata per la stipula di accordi aziendali, detassabilità del lavoro svolto fuori dall’orario ordinario – non sono immediatamente operative: affinché queste regole possano essere utilizzate, infatti, le organizzazioni aderenti alle parti che hanno stipulato a livello nazionale l’accordo interconfederale dovranno, firmare, a livello territoriale, un’intesa di recepimento, conforme a un modello standard già approvato dalle parti. È probabile che la firma di questi accordi si risolverà in un passaggio meramente formale, ma sarà importante verificare la loro esistenza.
Da ricordare, infine, che tutti gli accordi sopra descritti dovranno essere depositati in direzione territoriale del Lavoro, entro 30 giorni dalla loro sottoscrizione.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa