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Sforbiciata sulle dichiarazioni

La soppressione della comunicazione annuale dati Iva farà venir meno 3,3 milioni di documenti trasmessi al fisco ogni anno. La novità scatterà nel 2016, con riferimento all’Iva dovuta per il 2015. Lo stop all’obbligo della dichiarazione Iva unificata con quella dei redditi, con la contestuale fissazione del termine per la dichiarazione Iva nel mese di febbraio, rappresenta un nuovo passo nel lungo cammino delle semplificazioni fiscali per cittadini e imprese. È quanto afferma il governo nella relazione illustrativa alla bozza di legge di stabilità. Il provvedimento, secondo quanto stabilito ieri dalla conferenza dei capigruppo della camera, avvierà il suo iter a Montecitorio nella terza settimana di novembre.

Polizze vita. La modifica normativa proposta da palazzo Chigi restringe il perimetro di applicazione dell’articolo 34 del dpr n. 601/1973 (si veda ItaliaOggi del 17 ottobre scorso). In caso di morte dell’assicurato in dipendenza di una polizza sulla vita, oggi il beneficiario è esente sia dalle imposte di successione sia dalle imposte dirette. Con effetto retroattivo, dal 1° gennaio 2014 tale beneficio viene limitato ai soli capitali «percepiti a fronte del premio effettivamente messo a copertura del rischio demografico», ribadisce la relazione. La maggior parte delle polizze vita stipulate dalle compagnie assicurative, incluse quelle a gestione separata del ramo I (oltre naturalmente a quelle aventi maggiore carattere finanziario, quali index-linked e unit-linked), finiranno per essere incise da tassazione. L’esenzione sarà mantenuta solo nelle cosiddette «temporanee caso morte», che consentono di assicurare un capitale al beneficiario in caso di decesso dell’assicurato entro un determinato periodo di tempo. Nel caso di polizze miste, che prevedono cioè l’investimento dei premi versati dall’assicurato, il capitale residuo sarà considerato reddito di capitale, ai sensi dell’articolo 45, comma 4 del Tuir e tassato al 26% (o 12,5% per la quota impiegata in titoli di stato).

Singapore. In arrivo una nuova lista nera per l’indeducibilità dei costi black list, nella quale non sarà più inclusa Singapore. Gli oneri sostenuti dalle imprese italiane per operazioni con controparti localizzate in detti stati non sono ammessi in deduzione, salvo la prova delle esimenti richieste dall’articolo 110 del Tuir. Il dm sarà emanato dal Mef «con esclusivo riferimento alla mancanza di un adeguato scambio di informazioni».

Bollo auto storiche. L’esenzione dalla tassa automobilistica per i veicoli immatricolati da oltre vent’anni non è più al passo coi tempi, principalmente a causa del progresso tecnologico. Da qui la scelta di reintrodurre il bollo (si veda ItaliaOggi di ieri). Inoltre, aggiunge il governo nella relazione, i controlli da parte dell’Asi e della Fmi finalizzati all’individuazione dei mezzi di particolare interesse storico e collezionistico «sono risultati talvolta carenti, consentendo in tal modo l’accesso all’esenzione dal pagamento ad autoveicoli e motoveicoli che, oltre ad aver compiuto vent’anni, non avevano alcuno dei requisiti normativi». L’agevolazione resterà accessibile soltanto decorsi trent’anni dall’immatricolazione.

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