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Sforbiciata all’arretrato

Tagliare drasticamente l’arretrato delle cause civili, ridurre ad un anno la durata massima di quelle commerciali e a meno di tre le altre cause di primo grado. E’ questo l’obiettivo del piano eccezionale, «Programma Strasburgo 2», presentato ieri dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, assieme al capo del dipartimento Organizzazione Giudiziaria, Mario Barbuto.

Con l’introduzione nel 2001 della Legge Pinto sull’equo indennizzo per l’irragionevole durata dei processi, l’Italia ha già versato oltre 500 milioni di euro, ha ricordato Orlando. Da parte sua Barbuto ha sottolineato come le pendenze nel settore civile siano diventate una «bomba ad orologeria», con un debito inevaso che ha raggiunto oltre 400 milioni di euro.

II programma Strasburgo 2.0 – ha spiegato il capo del Dog, che a Torino ha cambiato il volto organizzativo degli uffici giudiziari – si basa sul censimento selettivo di tutto l’arretrato, già concluso con l’identificazione ín ogni tribunale e corte d’appello di poco più di 2,6 milioni dí cause fisiologicamente giacenti; sull’azzeramento ín tempi brevissimi di parte dell’arretrato, secondo il cosiddetto principio «Fifo (first in, first out, ndr) vale a dire la prima causa che entra è la prima ad uscire; sul monitoraggio continuo; sull’estensione della ‘best practice’ svolta a Torino.

«Il piano non prevede nessuna imposizione di regole ma rappresenta un invito a dotarsi di un metodo organizzativo negli uffici giudiziari italiani», ha aggiunto Barbuto sottolineando che i tribunali di Marsala, Genova e Prato stanno applicando questo progetto con risultati positivi.

Per l’efficienza del sistema giudiziario sono stati stanziati 50 milioni per il 2015, 90 per il 2016 e 120 dal 2017.

A queste vanno aggiunti gli interventi per il reclutamento di risorse umane da destinare agii uffici giudiziari: 1.031 posti di personale amministrativo (su 9mila vacanti) saranno coperti con l’imminente bando di mobilità volontaria esterna, altre 71 unità sono già state trasferite da altri ministeri grazie alla mobilità compartimentale e 144 unità sono in corso di assunzione mediante utilizzazione di graduatorie rimaste parzialmente inutilizzate da parte di altre amministrazioni.

Le nuove risorse finanziarie saranno assegnate dal ministero secondo un criterio meritocratico, e cioè prioritariamente agli uffici che fin qui hanno saputo utilizzare meglio quelle loro già assegnate in precedenza, soprattutto se scarse. Il programma Strasburgo 2 ricalca come detto da vicino il progetto organizzativo che Barbuto, quando era alla guida del tribunale di Torino, aveva messo nero su bianco ottenendo risultati positivi. Un esperimento, quello di Torino, risalente al 2001, e preso a modello anche in altri uffici giudiziari, da Marsala, a Genova e Prato.

Una prima fase del piano ministeriale si è già concretizzata nello scorso novembre con l’acquisizione delle statistiche aggiornate dell’arretrato civile esistente (a breve la medesima fotografia verrà scattata anche per la giustizia penale); ora, seguendo il principio ‘Fifo – first in, first out’, si punta all’azzeramento in tempi brevissimi di parte dell’arretrato: smaltire quindi entro 6 mesi gli affari contenziosi (in totale 86.283) iscritti a ruolo fino all’anno 2000, ed entro 9 mesi quelli (ben 127.146) iscritti fino all’anno 2005. La terza fase consisterà nella gestione ordinaria dell’arretrato residuo (835.190 affari iscritti a ruolo negli anni 2006-2010), nonché delle giacenze infra-triennali (2.692.504 affari iscritti a ruolo negli anni 2011-2013). L’obiettivo è portare la durata effettiva di ogni singolo processo sotto i tre anni, tendenzialmente verso il biennio, con l’ambizione di ridurre la durata a 12 mesi, quantomeno per le cause commerciali, nel momento in cui entrerà in vigore la riforma del codice di procedura civile. Finora, ha rilevato Orlando «abbiamo pagato 500 milioni di euro» per cause relative alla legge Pinto, che prevede un indennizzo per chi e’ stato coinvolto in processi troppo lunghi. Le pendenze, infatti, «sono una sorta di bomba ad orologeria – ha aggiunto Barbuto – e oggi l’Italia ha un debito inevaso di oltre 400 milioni di euro».

Il piano sarà illustrato oggi al vicepresidente della Commissione Ue Jirky Katainen, che incontrerà a via Arenula il ministro della Giustizia.

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