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Sfida sul rigore al vertice di Bruxelles

BRUXELLES — Nell’Eurogruppo dei 17 ministri finanziari si annuncia un duro scontro sull’attuazione dei piani di austerità in Grecia e in Spagna, che sembrano richiedere più tempo. La riunione di oggi a Bruxelles diventa così un primo test sui nuovi equilibri nell’Ue dopo la vittoria del socialista François Hollande nelle elezioni presidenziali in Francia, che ha spezzato l’asse di centrodestra della cancelliera Angela Merkel con Nicolas Sarkozy. Il cosiddetto «Merkozy» imponeva la linea anti-crisi della Germania fondata sulla rigidità delle misure di austerità. Ora la Merkel potrebbe dover concedere di più ai partner Ue sostenitori del rilancio della crescita come priorità.
La svolta l’ha fatta capire il presidente uscente dell’Eurogruppo, il lussemburghese Jean-Claude Juncker. Dopo un incontro con Hollande, ha definito «non ragionevole» l’ipotesi di uscita della Grecia dall’euro e ha chiesto di «dare un anno di più» ad Atene per il risanamento finanziario. In pratica ha contestato la linea della Germania, espressa dal ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, ammonendo la Grecia a rispettare il piano di austerità, se vuole evitare il blocco dei prestiti di salvataggio e l’uscita dall’euro. Hollande ha condotto la campagna elettorale promettendo crescita e una revisione proprio dell’austerità introdotta dal «fiscal compact» dell’Ue, preteso dalla Merkel senza poi concedere iniziative concrete per lo sviluppo e l’occupazione.
La Spagna è stato il primo Paese dell’Eurozona a rifiutare di ridurre il deficit nei tempi voluti da Bruxelles. Il premier Mario Monti, atteso all’Eurogruppo come responsabile anche dell’Economia, dopo aver appoggiato la Merkel nell’approvazione del fiscal compact, ora condivide l’urgenza di passare a concentrarsi sulla crescita. Le previsioni della Commissione europea, che attribuiscono all’Italia un deficit nominale dell’1,1% nel 2013, anticipano la difficoltà di rispettare l’anno prossimo l’impegno con l’Ue al pareggio di bilancio. Un po’ più di tempo escluderebbe qualsiasi ipotesi di manovra aggiuntiva per una Italia già in recessione.
Lo spazio per un compromesso con la Germania è aperto dalla candidatura alla presidenza dell’Eurogruppo di Schäuble, che ieri l’ha ufficializzata dichiarando «non dico, come altri hanno fatto, che non posso assumere questo incarico». Nel nuovo ruolo, formalmente al di sopra degli interessi nazionali, il ministro tedesco potrebbe mediare con le posizioni di Francia, Spagna, Grecia e Italia. Dalla Banca centrale della Germania hanno già fatto trasparire la loro preoccupazione che la Merkel possa fare molte concessioni per mantenere l’asse franco-tedesco anche con Hollande.

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