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Settembre in Borsa con il fiato sospeso

di Alberto Ronchetti

E adesso cosa accadrà? La prospettiva di una veloce approvazione della versione (finalmente) definitiva della manovra finanziaria ha un poco stemperato le tensioni contro l'Italia. Ma non c'è da farsi illusioni. Altre difficoltà ci aspetteranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Almeno finchè non vi sarà una visibilità più chiara sul futuro della governance del nostro Paese, la speculazione sarà sempre pronta a colpire.

Lo abbiamo visto anche nella seduta di venerdì, quando le dimissioni del tedesco Juergen Stark dal comitato esecutivo della Bce, in disaccordo sulla politica di acquisto dei titoli di Stato di singoli Paesi (peraltro una posizione, quella di Stark, mille volte resa nota), hanno portato all'ennesimo crollo.

Eppure nell'ultima ottava Piazza Affari – assieme alle altre Borse occidentali – ha come dato l'impressione di essere alla ricerca di un punto di controllo dal quale far partire un rimbalzo. Certo la chiusura di settimana, con un altro venerdì nero, ha complicato ancora una volte le cose. Però gli elevati livelli di ipervenduto fanno sperare in una reazione tecnica, forse già a partire dalle prossime sedute.

Se il Ftse Mib superasse i 15.000 punti in modo stabile e convincente (meglio se in chiusura di settimana), vi sarebbe già un buon segnale di schiarita sul mercato azionario italiano. Ulteriore positività si sommerebbe oltre i 16.000 punti, con primi obiettivi rialzisti a 17.000-17.300. Già nel caso di superamento di quota 15.000 vi sarebbero alcune opportunità da cogliere per gli investitori più propensi al rischio. I titoli bancari, per esempio, che essendo stati i più "tartassati" nelle ultime discese, in caso di miglioramento del clima potrebbero offrire interessanti opportunità.

Questo – va ricordato – è un esercizio per chi è disposto al rischio. Ma, sottolineano a Financial Trend Analysis, anche se «in ottica di medio-lungo periodo l'investimento in questo settore presenta rischi ancora molto elevati, guardando più al breve termine caso in cui i listini azionari provassero a ritracciare anche solo parte del recente affondo, lo stesso comparto non va sottovalutato». Certamente però la cautela non va mai dimenticata, perchè le possibilità di rapida caduta delle quotazioni sono sempre in agguato.

Ma, per chi ha fegato, quali potrebbero essere le azioni più interessanti? UniCredit, per esempio, potrebbe cercare di risalire sopra la soglia psicologica di un euro, violata a metà dello scorso mese. Oltre quota 0,9 questa possibilità si farebbe concreta con target successivi prima a 1,05 e poi a 1,2 euro.

Il Banco popolare è invece riuscito a mantenersi oltre l'euro e ora sta cercando di edificare una base da utilizzare come trampolino in caso di rimbalzo. Il superamento di 1,3 rappresenterebbe un segnale affidabile di ripresa almeno nel breve periodo, per un allungo verso i top di inizio luglio poco oltre 1,67.

Anche Intesa Sanpaolo è pericolosamente scivolata sotto l'euro. Il titolo tornerà a inviare segnali incoraggianti solo oltre 1,20 per il test a 1,40/1,45 circa.

Inoltre la Popolare di Milano potrebbe aver trovato in area 1,25 un solido appoggio per rilanciare le proprie ambizioni di crescita e puntare al ritorno sulla parte alta del range di oscillazione degli ultimi mesi, tra 1,70 e 1,80 euro circa.

Tra i titoli a minor capitalizzazione, invece, Banca Carige potrebbe risultare una piacevole sorpresa. I prezzi stanno infatti disegnando un potenziale testa spalle rialzista che troverebbe conferma oltre 1,55, per target verso quota 1,90.

Torniamo ora ai mercati finanziari in generale. Il fatto che – con l'oro in continuo aumento, i Bund tedeschi richiestissimi dagli investitori e lo spread dell'Europa periferica sempre a livelli elevatissimi – stiano prezzando uno scenario estremo, quello della fine dell'euro, non lascia tranquilli. E ancora meno lasciano tranquilli le polemiche da lupanare a casa nostra, che non giovano alla credibilità del Governo italiano e dei suoi sforzi per risanare il bilancio.

Però la situazione, piaccia o no, è questa. L'investitore deve tenerne conto, considerando anche che la volatilità impedisce una visibilità dell'andamento di Borsa al di là di poche sedute. Per esempio – anche se tecnicamente vi sono le condizioni per un rimbalzo del 10-20% del listino italiano – non è ragionevolmente possibile immaginare come aprirà stamattina la Borsa.

Anche perché, osserva Maurizio Vicini di Websim, «dopo il tracollo di agosto, quando la stragrande maggioranza degli operatori e degli investitori era in ferie, al rientro molti hanno smobilizzato gli asset più rischiosi. Ma la coda lunga di questo, in termini di riallocazione degli attivi e di effetti sui portafogli, si vedrà anche per buona parte di settembre». Poi, aggiunge Vicini, «magari chi oggi vende frettolosamente azioni per comprare oro o Bund, fra sei mesi si pentirà amaramente. Ma oggi la situazione è questa».

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