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Sette offerte per Grandi Stazioni

MILANO L’offerta economicamente più vantaggiosa è di una cordata multinazionale che include la società di gestione del risparmio di Deutsche Bank, un fondo pubblico danese (Atp) e Poste Vita, il ramo vita di Poste Italiane con le sue centinaia di migliaia di polizze stipulate dagli italiani. Il consorzio ha messo sul piatto circa 850 milioni di euro per rilevare Grandi Stazioni, la società che ha in gestione 14 tra i principali scali ferroviari del Paese (Milano Centrale, Torino Porta Nuova, Genova Brignole e Piazza Principe, Venezia Mestre e Santa Lucia, Verona Porta Nuova, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Roma Termini e Tiburtina, Napoli, Palermo e Bari Centrale) controllata per il 60% da Ferrovie dello Stato e partecipata al 40% da Eurostazioni. Di cui fanno parte Edizione (la holding di famiglia dei Benetton), Vianini Lavori (gruppo Caltagirone), Pirelli e con una quota residuale Sncf Partecipations, il principale operatore ferroviario francese. Curiosità: proprio quest’ultimo in Francia ha affidato all’asset management di Deutsche Bank, molto attiva nel settore infrastrutturale, la manutenzione sui treni cargo.

Sul tavolo dell’azionista Ferrovie, per la più importante operazione di privatizzazione per l’anno in corso, sono però sette le offerte vincolanti. Che avranno accesso alla data room, tutta la documentazione necessaria per procedere all’operazione di due diligence prima del closing che avverrà entro maggio. Circa 750 sono i milioni offerti invece da Lone Star, fondo di private equity americano, iper-attivo e iper-liquido. Recentemente ad esempio ha scommesso su N&W Global Vending, leader europeo nelle macchine automatiche per il caffè. Venti milioni in meno (730) ha offerto il raggruppamento che comprende il fondo infrastrutturale Antin, Icamap (fondato da Guillaume Poitrinal, ex-amministratore delegato del colosso Unibail-Rodamco) e BG Asset Management riconducibile al gruppo Borletti (la famiglia proprietaria della «Rinascente»). Settecento milioni sono stati offerti dalla cordata Altaraea, APG, Predica che mette insieme appunto il gruppo industriale francese (Altaraea) e il braccio assicurativo del Credit Agricole (Predica). Il fondo di private equity Terra Firma ha invece scommesso 680 milioni di euro per Grandi Stazioni. Trenta in più delle due ultime offerte (sono 7, come prevedeva il bando di gara) riconducibili ad altri due fondi di private equity come Bc Partners e Pamplona. Entro maggio il verdetto.

Fabio Savelli

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