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Servizi online, rimborsi facili

Rimborso Iva facile per gli acquisti effettuati in Italia da soggetti esteri che si avvalgono del regime «moss» per le prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici verso privati consumatori: l’imposta è infatti rimborsabile anche in difetto delle condizioni ordinariamente prescritte per i rimborsi a non residenti, quali l’assenza di operazioni attive in Italia e, per i soggetti extra Ue, un accordo di reciprocità. Lo sottolinea l’agenzia delle entrate nella corposa circolare numero 22/E del 26 maggio 2016, che illustra a tutto campo la nuova disciplina Iva delle prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici (in breve Tte) «business to consumer» entrata in vigore il 1° gennaio 2015, sia riguardo al piano sostanziale, per quanto concerne il luogo di tassazione, sia negli aspetti procedurali, caratterizzati dall’istituzione dell’apposito regime speciale facoltativo del mini sportello unico (moss).

In sintesi, va ricordato che, dalla predetta data, i servizi in esame sono imponibili nel paese in cui è stabilito il destinatario; i fornitori possono però evitare di identificarsi ai fini Iva nei vari paesi in cui sono stabiliti i loro clienti optando per il regime speciale «moss», che consente di accentrare gli adempimenti (in particolare, dichiarazione trimestrale e versamento cumulativo dell’imposta, in relazione a tutte le prestazioni Tte effettuate negli altri paesi Ue), nel paese membro in cui l’impresa ha la propria sede, oppure, per le imprese extra Ue, nel paese Ue prescelto.

Nell’ambito del regime speciale, non è consentita la detrazione dell’imposta sugli acquisti, che tuttavia, in ossequio al principio di neutralità, è recuperabile con la procedura di rimborso.

A tale scopo, sono infatti state introdotte specifiche disposizioni negli articoli 38-ter e 38-bis2 del decreto del presidente della repubblica numero 633 del 1972.

Soggetti extra Ue

In linea generale, il diritto al rimborso dell’Iva sugli acquisti effettuati in Italia è riconosciuto alle imprese extra Ue a condizione che:

1. non dispongano di una stabile organizzazione nel territorio dello stato;

2. non abbiano svolto nel territorio stesso operazioni diverse da quelle per le quali debitore dell’imposta è il destinatario e da quelle non imponibili di trasporto o accessorie ai trasporti;

3. esista un accordo di reciprocità.

In deroga alle regole generali, ai sensi del comma 1-bis, aggiunto nell’articolo 38-ter, i soggetti extraUe che hanno attivato, in Italia o in altro paese dell’Unione europea, il regime «moss», hanno diritto al rimborso anche nel caso in cui abbiano effettuato in Italia prestazioni Tte verso privati e non siano stabiliti nei paesi con i quali esistono accordi di reciprocità (accordi di questo tipo sono in vigore solo con Svizzera, Norvegia e Israele).

In ogni caso, puntualizza la circolare, è necessario che gli acquisti siano strettamente afferenti alle prestazioni Tte rientranti nel regime speciale.

Soggetti Ue

Analogamente, l’art. 38-bis2 è stato integrato al fine di prevedere che le imprese di altri paesi Ue, operanti in regime speciale, possono chiedere il rimborso dell’imposta sugli acquisti effettuati in Italia anche se hanno effettuato, nel nostro territorio, prestazioni Tte verso privati.

In ogni caso, poi, qualora l’impresa Ue in regime «moss» sia anche identificata nello stato membro del consumo in quanto vi svolge altre attività (diverse dalle prestazioni Tte), eserciterà il diritto alla detrazione dell’imposta relativa agli acquisti ivi effettuati nella dichiarazione (ordinaria) che è tenuta a presentare con riferimento alle altre attività svolte.

Operatori italiani

Essendo il regime speciale riservato alle prestazioni Tte rese a consumatori stabiliti in paesi diversi da quello in cui ha sede l’impresa, gli operatori italiani che hanno attivato il regime «moss» non possono applicarlo per le prestazioni rese a consumatori italiani, alle quali si applicherà l’ordinaria disciplina.

Gli operatori nazionali potranno detrarre l’imposta relativa agli acquisti ed importazioni di beni e servizi inerenti le prestazioni Tte rientranti nel regime speciale nelle liquidazioni periodiche, scomputandola da quella dovuta per le prestazioni Tte rese a consumatori italiani o, in mancanza, dall’imposta dovuta per le altre attività eventualmente esercitate, fermo restando il diritto di computare nell’anno successivo l’eventuale eccedenza a credito, ovvero di chiederne il rimborso secondo le disposizioni ordinarie.

Franco Ricca

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