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Servizi extra-Ue al test dell’autofattura Iva

di Gian Paolo Tosoni

Dallo scorso 17 marzo sono entrate in vigore tre regole nuove in materia di Iva per i servizi internazionali, a seguito dell'emanazione della legge comunitaria 2010 (la n. 217 del 15 dicembre 2011). Vengono modificate le regole relative:
al momento di effettuazione delle operazione per le prestazioni di servizi;
– alla documentazione degli acquisti di servizi intracomunitari;
– al diritto al rimborso infrannuale in presenza di operazioni non soggette.
Rispetto all'effettuazione delle operazioni, per le prestazioni di servizi internazionali, viene modificato l'articolo 6 del Dpr 633/72, attribuendo rilevanza al momento in cui tali prestazioni sono ultimate.
La nuova previsione riguarda le prestazioni di servizi "generici" (articolo 7-ter del Dpr 633/72) rese da soggetti passivi non residenti in Italia a soggetti passivi ivi residenti. Per quanto riguarda le prestazioni rese da soggetti passivi nazionali, sempre nei confronti di soggetti passivi esteri, la norma fa riferimento a quelli diversi "specifici" indicati dagli articoli 7-quater e 7-quinquies. Nella sostanza, però, non cambia nulla, in quanto i servizi di cui agli articoli 7-sexies e 7-septies riguardano quelli resi a privati: a conti fatti, perciò, si tratta sempre dei servizi indicati all'articolo 7-ter. In sintesi, le nuove regole sul momento di effettuazione dell'operazione hanno effetto per i servizi generici sia ricevuti che prestati, fra soggetti passivi Iva, sia comunitari che extracomunitari.
Non è sempre agevole individuare il momento dell'ultimazione di un servizio (effettuazione secondo la direttiva comunitaria) specialmente quando il servizio è fornito da un soggetto non residente.
La questione è rilevante quando il servizio è fornito da un soggetto extracomunitario, per il quale è ancora vigente l'obbligo dell'emissione della autofattura: in questo caso è necessario individuare puntualmente il giorno di effettuazione della operazione. Infatti anche quando l'agenzia delle Entrate ha ammesso la possibilità di utilizzare il documento emesso dal soggetto non residente comunitario (circolare n. 12/2010) ha comunque fatto salve le regole generali sul momento di effettuazione della operazione.
Per i servizi di carattere periodico e continuativo l'operazione è effettuata al momento della maturazione dei corrispettivi, ma qualora la prestazione abbia durata superiore ad un anno e non intervenga alcun pagamento, l'operazione si intende effettuata alla fine di ogni anno solare. In tutti i casi l'operazione si intende effettuata al momento del pagamento del corrispettivo (si veda l'articolo a destra).
Il momento di effettuazione della operazione è strettamente legato alla seconda modifica in vigore dal 17 marzo e cioè l'obbligo dell'integrazione della fattura emessa da fornitore del servizio, secondo le modalità previste per gli acquisti intracomunitari.
L'integrazione della fattura del prestatore del servizio e la conseguente registrazione sia nel registro degli acquisti che delle fatture emesse, riguarda solamente le prestazioni di servizi generiche (articolo 7-ter) soggette al criterio generale della territorialità basato sul luogo di stabilimento del committente, rese nei confronti di soggetti passivi nazionali da soggetti passivi comunitari. Tali prestazioni generiche per le quali viene integrata la fattura di acquisto sono le uniche prestazioni di servizio per le quali scatta l'obbligo dei modelli Intrastat.
Quindi per i servizi generici ricevuti da prestatori comunitari, i soggetti passivi Iva nazionali seguono le regole dettate dagli articoli 46 e 47 del Dl 331/93 rendendosi applicabile l'intera procedura ivi contenuta comprese le disposizioni relative all'obbligo della autofattura da parte del committente che non abbia ricevuto la fattura del prestatore nei termini ivi previsti.
Infine dal 17 marzo è entrata in vigore la modifica all'articolo 38-bis del Dpr 633/72, in base alla quale i soggetti passivi residenti che effettuano servizi nei confronti di soggetti passivi non stabiliti in Italia (quindi comunitari o esteri) per un importo superiore al 50% di tutte le operazioni effettuate, hanno diritto al rimborso Iva trimestrale. Le prestazioni devono riguardare lavorazioni relative a beni mobili materiali, prestazioni di trasporto e relative intermediazioni e servizi accessori, servizi bancari a favore di soggetti extra Ue. Il nuovo modello TR approvato con provvedimento dell'agenzia delle Entrate del 20 marzo 2012 prevede che per il primo trimestre 2012 si considerano solo le prestazioni effettuate dal 17 marzo.
 

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