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Servizi elettronici senza fatture

I servizi elettronici, di telecomunicazione e di teleradiodiffusione resi a privati consumatori non sono soggetti a fatturazione né a certificazione fiscale, sia nel regime normale che nel regime speciale «moss». È quanto prevede il dlgs n. 42 del 31 marzo 2015, che recepisce le nuove regole Iva in materia di localizzazione delle prestazioni di servizi in esame e di adempimenti semplificati per le imprese previste dalla direttiva 2008/8/Ce del 12 febbraio 2008. Il provvedimento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di sabato 18 aprile 2015, si applica retroattivamente dal 1° gennaio 2015, decorrenza fissata dalla direttiva di sette anni fa.

Territorialità delle prestazioni. In armonia con il nuovo criterio comunitario, secondo cui le prestazioni in esame, rese a destinatari non soggetti passivi (rapporti B2C), sono tassate nel paese in cui è stabilito il committente, indipendentemente dal luogo in cui è stabilito il fornitore, il decreto ha sostituito le lettere f) e g) dell’art. 7-sexies, del dpr n. 633/72, prevedendo che si considerano effettuate in Italia:

– le prestazioni di servizi rese tramite mezzi elettronici, quando il committente è domiciliato nel territorio dello stato o ivi residente senza domicilio all’estero;

– le prestazioni di telecomunicazione e di teleradiodiffusione, quando il committente è domiciliato nel territorio dello stato o ivi residente senza domicilio all’estero e sempre che siano utilizzate nel territorio dell’Ue (per localizzare in Italia queste prestazioni, quindi, è necessario non soltanto che il committente sia ivi stabilito, ma altresì che l’utilizzazione del servizio avvenga in ambito Ue).

Esonero dalla certificazione fiscale. L’art. 1 del decreto aggiunge nell’art. 22 del dpr n. 633/72, il n. 6-bis), disponendo la non obbligatorietà dell’emissione della fattura, se non richiesta dal cliente al momento dell’effettuazione dell’operazione, per le prestazioni di servizi di telecomunicazione, di servizi di teleradiodiffusione e di servizi elettronici resi a committenti che agiscono al di fuori dell’esercizio d’impresa, arte o professione. La fatturazione di questi servizi è dunque obbligatoria solo in ambito «B2B».

L’art 7, inoltre, demanda al ministro dell’economia l’emanazione di un decreto per esonerare anche dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante rilascio di scontrini o ricevute fiscali le stesse prestazioni rese a committenti privati.

Il regime semplificato. Le imprese fornitrici dei servizi in esame possono avvalersi, in via opzionale, di un regime semplificato degli adempimenti Iva, finalizzato a evitare loro di doversi identificare in ciascuno dei paesi membri in cui sono tenuti al pagamento dell’Iva (paesi di stabilimento dei clienti). Questo regime, c.d. «moss» (mini one stop shop), cioè mini sportello unico, consente di accentrare gli adempimenti presso l’autorità fiscale del paese Ue in cui l’impresa è stabilita oppure ha una stabile organizzazione (regime Ue), oppure, per le imprese extracomunitarie, nel paese prescelto (regime non Ue).

Nel regime Ue rientrano solo le prestazioni rese a consumatori stabiliti in paesi Ue diversi da quello in cui l’impresa ha la propria sede o una stabile organizzazione; di conseguenza, le imprese che optano per il regime semplificato dovranno osservare le regole ordinarie per le prestazioni rese «in patria» (ossia a consumatori stabiliti nel paese in cui esse hanno la sede o una stabile organizzazione), oltre che, naturalmente, per le operazioni diverse dalle prestazioni in esame.

Il regime moss prevede la presentazione di una dichiarazione trimestrale, entro il giorno 20 del mese successivo, relativa a tutte le operazioni effettuate in ambito Ue rientranti nel regime semplificato, accompagnata dal versamento della relativa imposta nello stesso termine. Sarà poi l’autorità fiscale che riceve la dichiarazione, sulla base dei dati ivi indicati, a ripartire l’imposta ai paesi di competenza. Nell’ambito del regime speciale non è consentita la detrazione dell’Iva sugli acquisti, che potrà essere recuperata attraverso istanza di rimborso. Nel regime Ue, tuttavia, le imprese identificate in Italia possono recuperare l’imposta anche mediante detrazione da quella dovuta per operazioni estranee al regime semplificato. Le imprese che si avvalgono del regime speciale sono dispensate da tutti gli obblighi previsti, in via ordinaria, dal titolo II del dpr n. 633/72, ma devono conservare la documentazione delle transazioni per dieci anni. L’esonero è riconosciuto, per le prestazioni effettuate in Italia, anche alle imprese in regime moss identificate in altri paesi dell’Ue.

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