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Servizi, corrispettivo spartiacque

di Franco Ricca 

Per le prestazioni di servizi ricevute dall'estero, l'emissione della fattura da parte del fornitore non è rilevante ai fini dell'identificazione del momento di effettuazione dell'operazione, per il quale conta infatti il pagamento del corrispettivo o, se anteriore, la compilazione dell'autofattura da parte del committente nazionale. Il discorso cambia se si tratta di acquisti intracomunitari di beni, perché in questo caso assume rilevanza anche la data di ricevimento della fattura. Questi criteri, in genere utili per determinare l'insorgenza degli obblighi dell'operatore nazionale che acquista beni e servizi dall'estero, in questa fase transitoria assumono importanza anche per individuare l'aliquota Iva applicabile all'operazione, in relazione all'aumento dal 20 al 21% disposto dalla legge n. 148/2011 a decorrere dalle operazioni effettuate a partire dal 17 settembre 2011.

Acquisti di servizi dall'estero. Per le prestazioni di servizi che i soggetti passivi stabiliti in Italia ricevono da fornitori esteri (sia dell'Ue, sia extracomunitari), il momento di effettuazione dell'operazione è rappresentato dal pagamento del corrispettivo, secondo la regola generale dell'art. 6, terzo comma, del dpr 633/72. Fanno eccezione, allo stato dell'arte, soltanto le prestazioni continuative o periodiche di durata ultrannuale rese da fornitori comunitari, che si considerano effettuate al 31 dicembre di ciascun anno qualora in tale periodo non sia previsto il pagamento del corrispettivo. Come chiarito dall'agenzia delle entrate nella circolare n. 37/2011, è irrilevante, ai fini in esame, l'avvenuta emissione della fattura da parte del fornitore estero; tale circostanza, in assenza di pagamento, non fa quindi sorgere l'operazione, né i conseguenti obblighi a carico del committente nazionale. E' invece rilevante, in funzione anticipatoria dell'effettuazione dell'operazione, la compilazione dell'autofattura (ovvero, nei casi in cui è consentita, l'integrazione della fattura del fornitore) da parte del committente nazionale. In base a tali criteri, per esempio, dovrà essere applicata l'aliquota del 21%, allorquando si realizzerà il momento di effettuazione, qualora alla data del 17 settembre 2011 la prestazione non risulti pagata né autofatturata, a prescindere dall'eventuale circostanza che sia già stata eseguita o fatturata dal fornitore.

Acquisti intracomunitari di beni. Per gli acquisti intracomunitari di beni, le disposizioni di riferimento sono contenute nell'art. 39 del dl. 331/93. L'acquisto intracomunitario si considera effettuato all'atto della consegna dei beni nel territorio dello stato al cessionario nazionale o a terzi per suo conto, se il trasporto è curato dal fornitore o da un vettore, oppure nel momento di arrivo nel luogo di destinazione nel territorio stesso, se il trasporto avviene a cura del cessionario. E' fatta salva l'ipotesi in cui l'effetto traslativo della proprietà si verifica in un momento successivo (es. consignment stock), nella quale si ha riguardo al momento in cui si realizza il trasferimento della proprietà, entro il limite temporale di un anno dal ricevimento dei beni, ma alla condizione che siano osservati gli adempimenti previsti dall'art. 50, comma 5, del dl 331/93 (annotazione dei beni in apposito registro dei movimenti non traslativi). L' art. 39 prevede poi che se anteriormente al verificarsi dell'evento di cui sopra è “ricevuta” fattura o è pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l'acquisto intracomunitario si considera effettuato, limitatamente all'importo fatturato o pagato, alla data di ricezione della fattura o a quella del pagamento. Per gli acquisti intracomunitari, dunque, la norma speciale ricalca quella generale del quarto comma dell'art. 6 del dpr 633/72, sugli effetti anticipatori della fattura o del pagamento, con la particolarità che attribuisce rilevanza non alla data (di emissione o di compilazione) della fattura, evento che attiene alla sfera del fornitore estero, bensì alla data di ricezione del documento da parte del cessionario nazionale. Pertanto, in via di principio, dovranno essere assoggettati all'aliquota del 21% gli acquisti intracomunitari in relazione ai quali, alla data del 17 settembre 2011, non si è realizzato nessuno dei seguenti eventi:

– ricevimento dei beni

– pagamento del corrispettivo

– ricevimento della fattura.

Naturalmente, se si tratta di un acquisto intracomunitario con effetto traslativo differito, l'aliquota del 21% si renderà applicabile qualora tale effetto si realizzi dal 17 settembre 2011, anche se i beni sono stati ricevuti precedentemente.

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