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«Serve subito una legge europea per difendere i piccoli investitori»

Roberto Gualtieri, eurodeputato del Pd, presidente della Commissione affari economici e finanziari dell’Europarlamento, è preoccupato: la normativa Ue sui salvataggi pubblici delle banche è di fatto in vigore e in caso di aiuti di Stato prevede sacrifici sia per gli investitori che, da gennaio, per i depositanti sopra i 100 mila euro.
Lei come ha votato su quella direttiva?
«A favore, come tutto il mio gruppo e la stragrande maggioranza del parlamento. Ma sia il mio partito in aula che l’Italia con gli altri governi aveva posto il problema della tutela degli investitori durante la transizione al nuovo sistema. Inascoltati, purtroppo».
Qual è il problema?
«C’è un’asimmetria che non riguarda solo l’Italia, ma tutta Europa. La norma europea sulle banche ha valore retroattivo: gli investitori, anche i piccoli, hanno comprato obbligazioni bancarie – specie le “subordinate”, oggi più esposte – che adesso con la direttiva entrano in un’altra classe di rischio. Quando quei titoli furono venduti a tante persone erano strumenti diversi da ciò che sono diventati ora».
Cosa bisognerebbe fare?
«Va garantita a livello europeo la transizione, in modo da tutelare meglio i risparmiatori. Andrebbe creato un regime legale di accompagnamento della riforma adesso che stiamo rivedendo la Mifid, la direttiva sulla tutela del risparmio».
In concreto?
«Vanno stabiliti precisi limiti all’investimento in obbligazioni bancarie in base al reddito del risparmiatore, alla sua consapevolezza dei temi finanziari e del rischio, insieme a vincoli alla concentrazione del patrimonio su titoli bancari specifici. Non si tratta di proibire a qualunque risparmiatore di comprare un’obbligazione subordinata. Ma non tutti possono farlo, non senza misura e consapevolezza».
Perché il governo non anticipa le regole europee e non introduce per primo in Italia nuove tutele?
«Non si può fare. Le regole di protezione del risparmio ormai si fanno solo su scala europea. Il problema non è unicamente per gli investitori in quelle quattro banche italiane che sono stati colpiti, perché ci saranno casi analoghi in altri Paesi. Ma in attesa di una soluzione europea, è giusto che il governo agisca a sostegno dei più vulnerabili fra coloro che hanno perso i propri soldi».
È stata la Germania a chiedere sacrifici a investitori e correntisti in caso di salvataggi pubblici. Berlino ne ha fatti per 247 miliardi. Ha colpito i risparmiatori tedeschi?
«La Germania ha fatto i suoi interventi prima che la normativa europea entrasse in vigore. Ma poteva applicare a se stessa il criterio che ha proposto in Europa, e non l’ha fatto. Lo Stato italiano non ha speso un euro in aiuti alle banche e oggi siamo bloccati. C’è una disparità di cui la Commissione Ue dovrà pur tenere conto ».

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