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Serravalle e l’attesa per la Pedemontana

di Giovanni Stringa

MILANO— Alla Milano Serravalle, la società che controlla le tangenziali meneghine e l’autostrada che scende a Sud verso il mare, questi sono giorni «caldi» . Non solo per il traffico che, tra una festa e l’altra, scorre senza sosta e riempie di denaro contante i caselli. Ma anche perché oggi è il giorno dell’assemblea dei soci, chiamati ad approvare il bilancio e nominare il nuovo consiglio d’amministrazione. In un momento -questo -in cui è in movimento il più ampio panorama delle autostrade lombarde e del Nord Italia, al cui centro (non solo geografico ma in qualche modo anche azionario) si trova proprio la Serravalle. Se all’assemblea di oggi viene ormai data per certa la riconferma dei vertici -con Marzio Agnoloni presidente, Federico Giordano amministratore delegato e Paolo Besozzi vicepresidente -l’attenzione si sposta sulla prima riunione del nuovo consiglio, in programma la settimana prossima, dove dovrebbe essere sciolto il nodo delle deleghe e quindi dei poteri. Intanto il progetto di un polo delle autostrade del Nord, in cui confluirebbero le quote pubbliche nella Serravalle e altre partecipazioni di rilevo in Pedemontana e Tem, guadagna terreno. Per il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, azionista numero uno della Serravalle tramite l’Asam, l’ipotesi di trasformare la concessionaria in una nuova realtà destinata a diventare il terzo polo autostradale italiano, è -tra le mille cautele del caso -ben più che allo studio: «Si tratta di un’opportunità importante che permetterebbe di aggregare nuovi partner. La verificheremo nei prossimi mesi» , ha detto. Se la Pedemontana ha come primo azionista la Serravalle, l’altra grande autostrada da realizzare, la Brebemi, vede invece in testa all’elenco dei soci Intesa Sanpaolo. Proprio ieri il consigliere delegato della banca Corrado Passera, in un forum al «Sole 24Ore» , l’ha definita «una sfida importante» . «I cantieri sono partiti -ha detto -, io la considero come fatta, anche se c’è ancora qualche calvario procedurale da superare» . Un riferimento anche alla Pedemontana (tra gli azionisti c’è Intesa), alla cui guida operativa è in arrivo Bernardo Magrì, ora direttore generale di Sitaf, partecipata dal gruppo Gavio: «Non mi nascondo -ha spiegato il banchiere -che un’opera che richiede 5,5 miliardi di investimenti non è facile. Però è uno dei progetti a cui gli ultimi governi hanno dato priorità e credo che sarà fatta» . Anche Intesa, azionista e finanziatrice nel sistema autostrade, potrebbe essere coinvolta nel progetto del nuovo polo delle corsie d’asfalto.

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