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Sequestro convalidato con formule standard

Il sequestro probatorio può essere convalidato anche facendo ricorso a formule sintetiche o prestampate. A patto che le ragioni probatorie siano sufficientemente chiare. Lo precisa la Corte di cassazione con la sentenza n. 29990 della Terza sezione penale depositata ieri con la quale è stato respinto il ricorso presentato dalla difesa di una società di cui erano stati sequestrate sostanze chimiche nell’ambito di un procedimento relativo alla importazione, per l’accusa senza autorizzazione, di principi farmacologicamente attivi, e per la produzione, sempre senza autorizzazione, di alcuni lotti di altre sostanze. La difesa aveva messo a base del ricorso, tra l’altro, il fatto che il pubblico ministero aveva utilizzato nel suo decreto di convalida formule di stile del tutto generiche.
La Cassazione da una parte non può che ricordare come, nel recente passato, ha già avuto modo (sentenza n. 25236 del 2011) di considerere nullo il decreto di convalida del sequestro probatorio redatto su un modulo prestampato con formule di stile adattabili nei fatti a qualsiasi caso. A venire compromesso è, ovviamente, il riferimento a specifiche e concrete esigenze probatorie. Tuttavia, precisa la sentenza di ieri, «l’illegittimità rilevata non riguarda la forma, bensì l’effettivo contenuto del provvedimento e la sua idoneità a giustificare la finalità perseguita, in concreto, per l’accertamento dei fatti».
Per queste ragioni – conclude la Cassazione – non può essere esclusa a priori la possibilità di utilizzare moduli prestampati per convalidare il sequestro probatorio dal momento che la cosa importante è la presenza di un’adeguata motivazione. Allora l’utilizzo dei moduli può essere promosso quando la predisposizione, per esempio, sia stata effettuata con riferimento a specifiche categorie di reati rispetto ai quali si ricorre a protocolli di indagine standardizzati. La motivazione in questo caso potrebbe anche risolversi nella semplice ripetizione di quanto già indicato nei protocolli in casi identici. Una soluzione che può essere giustificata dall’organizzazione della Procura dall’urgenza ma che non può aggirare l’obbligo di motivazione.

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