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Sequestro beni, società in salvo

Escluso il sequestro sui beni della società fallita, ma ammesso quello per equivalente nei confronti del reo. Nella sentenza n. 12125 del 31/3/2021, la Corte di cassazione esamina il rapporto tra le misure cautelari previste per i reati tributari, ex art. 12-bis dlgs 74/2000, e la procedura fallimentare e stabilisce che la dichiarazione di fallimento implica l’impossibilità di disporre la misura del sequestro finalizzato alla confisca diretta sui beni della società fallita. Per la Corte, in linea con la precedente sentenza n. 45574 del 29/5/2018 e, altresì, con la giurisprudenza delle sezioni unite (45936/2019), il sequestro per i reati tributari di cui al citato art.12-bis, incontra il limite dell’appartenenza dei beni, costituenti il profitto o il prezzo del reato, a terzi estranei al reato, ovvero dell’indisponibilità degli stessi da parte del reo e dunque della persona giuridica rappresentata dal reo: ostacolo presente nella fattispecie in esame, ove le somme non sono più riconducibili alla compagine fallita e alla condotta delittuosa, giacché la dichiarazione di fallimento attribuisce un potere di fatto della curatela su beni appresi dalla procedura. In particolare, la pronuncia in commento, richiamando la sentenza n. 31516 del 29/9/2020, esclude la sequestrabilità delle somme depositate sul conto corrente bancario della società dichiarata fallita, non potendo esse costituire il profitto del reato, a ragione sia della natura fungibile del denaro sia della loro origine, consistente in rimesse eseguite dal curatore dopo la data di consumazione del reato stesso. La Corte, in aggiunta alla confisca c.d. diretta, coglie anche l’occasione per chiarire la confisca c.d. per equivalente ripetendo quanto già sostenuto con la sentenza n. 14766 del 26/2/2020, in cui, in tema di reati tributari e considerata l’impossibilità di ablazione attraverso il sequestro in via diretta nei confronti della persona giuridica, a causa del fallimento con conseguente passaggio dei beni nella disponibilità della curatela, è stato giudicato ammissibile il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti della persona.

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