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Sequestro all’agenzia delle Entrate

ROMANO DI LOMBARDIA – Stavolta il risentimento contro l’agenzia delle Entrate non si è limitato a forme di protesta pacifiche. Nè è sfociato in pratiche gravemente autolesioniste, come nel caso dell’imprenditore datosi fuoco lo scorso 28 marzo a Bologna.
Ieri a Romano di Lombardia, cittadina a metà strada tra Bergamo e Cremona, si è rischiata la strage quando, attorno alle 15.30, un uomo, a quanto parrebbe esasperato per l’arrivo di una cartella esattoriale, si è barricato nella sede locale dell’Agenzia con un fucile a pompa e due pistole, sequestrando 15 dipendenti («fuori, ha urlato – riferirà poi un ostaggio – chi deve pagare le tasse»). Sono seguite ore di trattative serrate con l’uomo, Luigi Martinelli, cinquantaquattrenne abitante a Calcio ma originario di Covo, due piccoli centri della Bergamasca. Dopo aver liberato gli altri ostaggi l’uomo ha continuato a tenere sotto sequestro un impiegato, Carmine Mormandi, 56 anni, lasciato andare solo in serata, poco prima della resa dello stesso sequestratore attorno alle 21.15.
Martinelli, un ex imprenditore separato dalla moglie che in passato ha gestito un’impresa di pulizie, è uscito dopo che per una decina di minuti carabinieri del Gis, arrivati in elicottero nel pomeriggio, si erano appostati all’entrata degli uffici. L’uomo – che pochi minuti prima aveva anche minacciato di suicidarsi e prima ancora aveva esploso un colpo in aria – è sceso ammanettato dal brigadiere Roberto Lorini, il quale fin dalle prime ore si era offerto al posto degli ostaggi, conducendo la trattativa con l’uomo assistito da un mediatore specializzato. «Non aveva alcuna intenzione – ha detto poi Roberto Tortorella, colonnello dei carabinieri di Bergamo – di fare del male».
«Quella verificatasi è una situazione che deve farci riflettere – ha dichiarato il sindaco di Romano di Lombardia, Michele Lamira del Pdl –. La persona, dalla situazione familiare alquanto complessa, ha voluto un momento di visibilità per esternare la sua situazione ma non ce l’ha con l’Agenzia, né ha fatto richieste precise, chiedendo solo di manifestare il suo disagio incontrando la stampa. A partire dal settore edile, la crisi qui morde molto, ma non si possono risolvere i problemi in questo modo». A confermarlo le centinaia di persone che hanno seguito la vicenda per l’intero pomeriggio dietro l’area transennata e che non hanno nascosto il malumore generale che da queste parti emerge nei confronti della fortissima pressione fiscale.
«Questo drammatico episodio dimostra come la disperazione, dovuta alla solitudine percepita da troppi cittadini, possa portare a gesti estremi e ingiustificabili», ha sottolineato Gabriele Sola, consigliere regionale dell’Idv accorso sul posto nel tardo pomeriggio dando anche la disponibilità a mediare ed eventualmente mettere in contatto il sequestratore con il suo segretario Antonio Di Pietro. «Se da un lato va condannata senza se e senza ma ogni azione che possa mettere a repentaglio l’incolumità propria e altrui – ha detto Sola –, dall’altro la politica è chiamata a reagire con senso di responsabilità e con umana comprensione».
«Esprimo preoccupazione per l’episodio, che non può essere accettato ma può e deve essere compreso per le motivazioni umane che ne sono alla base», ha sottolineato a sua volta il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Carlo Saffioti (Pdl). «Episodi come questi – ha continuato il politico – devono farci riflettere anche sulla necessità di rivedere meccanismi e tempistiche nelle scadenze e negli importi dei pagamenti».
Chi alla fine ha potuto tirare un sospiro di sollievo è stata la compagna dell’ostaggio Carmine Morandi, Tetyana. «Ho avuto tanta paura ma ora è finita – ha detto la donna di origine ucraina –: è un uomo forte ma credo che anche lui ne abbia avuta. I suoi sms mi hanno un po’ tranquillizzata, ma è stato un lungo pomeriggio che non mi aspettavo proprio di vivere».
In tarda serata alle forze dell’ordine sono arrivati i complimenti del ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, che ha telefonato al Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, per congratularsi, «rimarcando – si è letto in una nota del Viminale – il determinante intervento del vice brigadiere, Roberto Lorini, che con coraggio, professionalità e freddezza ha condotto la delicata trattativa fino alla liberazione di tutti gli ostaggi».

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