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Sequestri e confische anche per i corrotti

Applicabilità delle misure di prevenzione patrimoniale e personale (sequestro e confisca) anche nei confronti dei pubblici ufficiali indiziati di reati contro la pubblica amministrazione. E cioè per i corrotti. Ma anche nei confronti dei condannati per voto di scambio politico mafioso e per i favoreggiatori.
Nuove regole che puntano a rendere più trasparenti le nomine degli amministratori giudiziari dei beni sequestrati.?Sospensione automatica dell’interdittiva prefettizia nel caso in cui l’azienda destinataria del provvedimento si sottoponga spontaneamente al controllo giudiziario.?Sono alcuni punti di quella che in copertina viene definita «Relazione sulle disposizioni per una revisione organica del?Codice antimafia e delle misure di prevenzione» approvata all’unanimità dalla commissione parlamentare Antimafia guidata da Rosy Bindi il 22 ottobre e trasmessa alle Camere il 20 novembre. Ma di fatto è un progetto legislativo di revisione organica del?Codice antimafia che si compone di due parti: una prima contiene disposizioni suscettibili di immediata introduzione nell’ordinamento; una seconda invece contiene principi e criteri direttivi per conferire delega legislativa al governo. «Si tratta – spiega Costantino?Visconti, docente di Diritto penale all’Università di?Palermo – di proposte che cercano di dare risposte alle varie criticità emerse nelle prassi giudiziarie degli ultimi tempi. Una proposta tecnicamente ben congegnata e soprattutto finalmente con una strategia politico-criminale anche innovativa». Due obiettivi vanno sicuramente sottolineati: rendere più efficiente la fase di sequestro dei beni alla criminalità organizzata e garantire nel contempo una più efficace azione che superi la logica fallimentaristica che caratterizza le norme attualmente in vigore. A questa logica risponde, per esempio, la riformulazione degli istituti dell’amministrazione giudiziaria e del controllo giudiziario, riprendendo la proposta avanzata dalla commissione presieduta dal?Giovanni?Fiandaca: l’Antimafia propone di agire sul fronte del contrasto all’inquinamento criminale delle attività imprenditoriali e all’insegna di un modello di intervento il più rapido e meno invasivo possibile nel caso di contiguità tra imprese e mafie connotata da minore gravità.
Di rilievo, anche per la ricaduta che può avere su lavori anche di grande importanza ancora in corso, la sospensione automatica degli effetti dell’interdittiva prefettizia nel caso in cui l’impresa raggiunta da provvedimento decida di sottoporsi al controllo giudiziario, con la nomina di un tutor da parte del giudice. E poi, tra le altre cose, l’introduzione di misure che puntano a facilitare la prosecuzione dell’attività delle aziende sequestrate tra cui l’anticipata autorizzazione giudiziale a pagare i creditori strategici entro un mese dal provvedimento di sequestro.?
Novità anche per la scelta degli amministratori giudiziari con l’introduzione di regole di maggior trasparenza: la loro scelta dovrà essere adeguatamente motivata dal giudice e l’amministratore dovrà dichiarare quali altri incarichi detiene. Infine l’istituzione di un tribunale unico a livello distrettuale per sequestri e confische.

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