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Sequestri anti-commercialisti

Il commercialista che tiene la contabilità del contribuente accusato per dichiarazione infedele rischia il sequestro dei suoi beni personali. Ciò perché, in qualità di consulente, avrebbe dovuto ripristinare la legalità e poi perché la misura reale può incidere contemporaneamente sui beni di ciascuno dei concorrenti. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 24967 del 16 giugno 2015, ha respinto il ricorso di un professionista.

Nel confermare la validità della misura già convalidata dal Tribunale delle Libertà di Brindisi, la terza sezione penale ha infatti ricordato che il concorso di persone nel reato implica l’imputazione dell’intera azione delittuosa e dell’effetto conseguente in capo a ciascun concorrente e il sequestro non è collegato all’arricchimento personale di ciascuno dei correi, bensì alla corresponsabilità di tutti nella commissione dell’illecito.

Dunque la misura reale può incidere contemporaneamente o indifferentemente sui beni di ciascuno dei concorrenti, fermo restando che il valore dei beni sequestrati non può complessivamente eccedere il valore del prezzo o del profitto del reato, in quanto il sequestro preventivo non può avere un ambito più vasto della futura confisca.

Nell’affermare questo principio la Cassazione ha inoltre dato continuità all’indirizzo per cui in tema di misure cautelari reali, è immediatamente esecutivo il provvedimento emesso a norma dell’art. 322 – bis cod. proc. pen. dal tribunale del riesame che, in accoglimento dell’appello del pm, abbia disposto il sequestro preventivo negato dal gip, in quanto non opera in tale settore la diversa previsione relativa alle misure cautelari personali che ne differisce l’efficacia alla definitività del provvedimento. La decisione si incardina perfettamente nel giro di vite inaugurato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 36734 del 3 settembre 2014. In quell’occasione il Supremo collegio affermò che al commercialista dell’evasore possono essere sequestrati i beni anche in assenza di indizi gravi ma per il solo sospetto di partecipazione all’illecito tributario.

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