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Sequestrabili anche le quote della Sas

Il sequestro preventivo per equivalente può riguardare anche le quote di proprietà dell’indagato in una società di persone. La forma societaria, quindi, non basta a schermare i poteri del magistrato penale, a prescindere dalla effettiva natura delle quote stesse. 
La Terza penale (sentenza 36929/15, depositata ieri) torna sul perimetro dei provvedimenti ablativi cautelari per confermare – e rafforzare – l’orientamento della Cassazione sul punto. Qualsiasi sia la forma – da Srl fino a Sas – e qualsiasi lo (eventuale) statuto, le quote possono essere congelate a garanzia dell’Erario, in attesa di confisca.
Il caso deciso dalla Terza riguardava l’ordinanza con cui il gip di Lecco aveva bloccato le disponibilità dell’accomandatario in una società immobiliare: l’uomo risulta attualmente indagato per utilizzo di sovrafatturazioni (articolo 2 dlgs 74/2000) con relativa evasione su un imponibile di oltre 8 milioni e Iva evasa per 1,7 milioni.
L’assunto della difesa era che, mancando una disposizione statutaria circa la «libera cedibilità» delle quote, queste non possono essere considerate beni «oggettivi» e negoziabili. Al contrario, la natura della immobiliare sequestrata si fonderebbe proprio sulle qualità personali(intuitus) dell’accomandatario, al punto che il congelamento del suo ruolo finirebbe solo per nuocere agli altri incolpevoli soci.
La Terza penale, tuttavia, ha ribadito le distanze da una tale impostazione “civilistica”, confermando la correttezza dei provvedimenti presi dai giudici cautelari lecchesi. È vero che il sequestro della quota del socio accomandatario deve essere generalmente escluso – in quanto farebbe in sostanza collassare la società – ma è altrettanto possibile per il creditore, in sede civilistica, far valere le sue ragioni all’esito della liquidazione della sas.
In sostanza, cercando un coordinamento e una trasposizione nel procedimento penale, nulla osta a un sequestro delle quote personali dell’accomandatario, tantopiù se lo stesso ne rimane custode in attesa dell’esito dell’inchiesta e poi del processo. A maggior ragione, continua poi l’estensore, anche nel Codice civile le quote di società personali sono considerate «beni mobili» (articolo 810) «in quanto suscettibili di formare oggetto di diritti» inerenti lo stato di socio, e non solo «mere posizioni creditorie».

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