Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Senza il reclamo stop alla lite in attesa della mediazione

La Corte Costituzionale con la sentenza 98/2014 ha dichiarato l’incostituzionalità del comma 2, articolo 17bis del decreto legislativo 546/92 – nel suo testo originario – nella parte in cui sanzionava con l’inammissibilità del ricorso l’omessa presentazione del reclamo/mediazione da parte del contribuente.
La sentenza
La Consulta, ha affermato l’illegittimità costituzionale, per violazione dell’articolo 24 della Costituzione, di disposizioni che comminino la sanzione della decadenza dall’azione giudiziaria in conseguenza del mancato previo esperimento di rimedi di carattere amministrativo con la conseguenza che per tutti i casi ancora “aperti” e regolati dal vecchio comma 2, la mancata presentazione dell’istanza di reclamo e mediazione non può più determinare l’inammissibilità del ricorso.
Il processo tributario
La disciplina del processo tributario è stata significativamente modificata dal Dlgs 98/2011 (convertito in legge 111/2011), che ha introdotto l’articolo 17 bis che prevede, per gli atti emessi dall’agenzia delle Entrate e di valore non superiore ai 20mila euro che il contribuente che intende sindacare l’atto dinnanzi alla giustizia tributaria deve introdurre una fase amministrativa e pre contenziosa con un’istanza di reclamo e mediazione rivolta alla Direzione provinciale o regionale competente. L’omessa presentazione del reclamo è stata oggetto di due diversi regimi normativi.
Il primo, quella vigente ab origine e che aveva sollevato molti dubbi di costituzionalità ed eliminato dalla pronuncia della Consulta, che puniva con l’inammissibilità del ricorso, rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado, l’omessa presentazione dell’istanza di reclamo e mediazione.
Il secondo, introdotto con la legge 147/2013 e applicabile però solo agli atti notificati dopo il 2 marzo 2014, a seguito del quale la presentazione del reclamo diventa condizione di procedibilità del ricorso. Ne consegue che in caso di presentazione del ricorso senza la previa istanza di reclamo, l’agenzia delle Entrate, in sede di rituale costituzione in giudizio, può eccepire l’improcedibilità del ricorso e il presidente può rinviare la trattazione per consentire la mediazione tra le parti.
È importante evidenziare che lo stop all’inammissibilità del ricorso non fa venir meno tutti gli altri adempimenti previsti in capo al contribuente che intenda impugnare un atto soggetto a reclamo.
L’istanza di reclamo
In primo luogo l’istanza di reclamo si deve presentare entro 60 giorni dalla notifica dell’atto (salvo che non si tratti di un diniego tacito di rimborso dove il reclamo è presentabile decorsi 90 giorni dalla richiesta fatta all’ufficio competente). Si tratta degli stessi termini previsti per la proposizione del ricorso alla Commissione da parte del contribuente.
Peraltro questo termine deve essere cumulato con quelli ordinariamente previsti in caso di presentazione dell’accertamento con adesione (90 giorni di sospensione) e in caso di sospensione feriale dei termini processuali (dal 1° agosto al 15 settembre di ogni anno).
La notifica dell’istanza di reclamo deve essere effettuata, come un qualsiasi ricorso, a mezzo di ufficiale giudiziario ex articolo 137 del Codice di procedura civile, mediante la consegna diretta all’ufficio dell’agenzia delle Entrate competente che ne rilascia ricevuta oppure direttamente a mezzo del servizio postale e va fatta alla medesima Direzione provinciale o regionale che ha emanato l’atto oggetto di impugnazione (o non ha emanato l’atto richiesto dal contribuente) che poi provvede con strutture diverse e autonome rispetto a quelle che hanno curato l’istruttoria degli atti reclamabili.
Alla luce del fatto che il reclamo può produrre effetti processuali, essendo considerato una sorta di anticipazione del ricorso, deve contenere tutte le indicazioni necessarie per l’introduzione del giudizio innanzi alla Commissione tributaria provinciale. Al suo interno, quindi, devono essere indicati tutti gli elementi e devono essere riprodotte tutte le eccezioni preliminari e di merito e i motivi per i quali si censura l’atto impugnato nonché deve contenere una proposta di annullamento totale o parziale dell’atto sulla base dei medesimi motivi per i quali si impugna. È invece discrezionale la possibilità di prevedere al suo interno anche una proposta di mediazione.
Infine, in caso di esito negativo della mediazione, il contribuente non deve redigere un nuovo ricorso in quanto il reclamo diviene tale producendo gli effetti del ricorso e da tale momento decorrono i 30 giorni per le parti relativi alla costituzione in giudizio ai sensi dagli articoli 22 e 23, Dlgs 546/92.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa