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Senza avviso notifica inesistente

di Rosanna Acierno

L'avviso di ricevimento del plico raccomandato è l'unico documento idoneo a provare l'effettiva consegna dell'atto, nonché la data e l'identità della persona nelle cui mani è stata eseguita. La notifica a mezzo posta, infatti, non si esaurisce con la mera spedizione dell'atto, ma si perfeziona con la consegna del relativo plico al destinatario. Di conseguenza, laddove sia stata utilizzata tale modalità di trasmissione dell'atto processuale, l'omessa produzione del l'avviso di ricevimento non comporta l'inesistenza della notifica e l'impossibilità di rinnovarla, vale a dire di procedervi nuovamente. A precisarlo la sentenza 26352/2011 della Cassazione.
Il caso oggetto del contenzioso riguarda la dichiarazione di inammissibilità dell'appello presentato in Ctr dal l'amministrazione finanziaria perché notificato oltre il termine di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza di primo grado. I giudici della Suprema corte, invece, hanno rilevato in via preliminare che l'ufficio non ha esibito copia dell'avviso di ricevimento da parte del contribuente intimato. Pertanto il collegio ha dichiarato inammissibile il ricorso per carenza dell'avviso di ricevimento che determina addirittura l'inesistenza (e non solo la nullità) della notifica, che, come tale, non può essere rinnovata ai sensi dell'articolo 291 del Codice di procedura civile. In sostanza la mancanza dell'avviso di ricevimento del ricorso comporta l'inesistenza della notifica e, dunque, inequivocabilmente la nullità dell'atto.
Ciò non vale se il ricorrente, dopo aver spedito il ricorso, non entri in possesso della ricevuta di ritorno per cause imputabili all'ufficio postale. In tal caso, però, occorre richiedere la rimessione in termini (articolo 184-bis del Codice di procedura civile) per produrre l'avviso, offrire la prova della non imputabilità della causa della mancata produzione e depositare la documentazione dalla quale risulti che era stato richiesto il duplicato che l'amministrazione postale è tenuta a rilasciare nel caso di smarrimento dell'originale da parte dell'ufficio postale (così la sentenza n. 3006/2008 delle Sezioni unite)
Alla luce di ciò, è importante delineare il confine tra nullità e inesistenza della notifica di un ricorso, in quanto solo quest'ultima conduce al l'inammissibilità del ricorso. Le nullità sono irregolarità del procedimento notificatorio che non inficiano completamente il ricorso, in quanto la controparte, nonostante il vizio invalidante, è stata resa edotta della pretesa. Per contro, si ha inesistenza quando la notifica è stata eseguita in modo assolutamente difforme dal disposto normativo. A titolo esemplificativo, si potrebbe trattare di un atto di appello notificato dall'ufficio al contribuente mediante messo comunale. Il messo, recatosi presso l'abitazione del contribuente e non avendo rinvenuto alcuna persona legittimata alla ricezione degli atti, ha provveduto a depositare l'atto presso la casa comunale e ad affiggere l'avviso di deposito nell'albo pretorio. In tal caso, l'appello è da considerare inammissibile in quanto la modalità di notifica utilizzata dal messo è contemplata per gli atti tributari dal l'articolo 60 del Dpr 600/73, norma che non ha alcun rilievo in ordine agli atti processuali come il ricorso in appello (Cassazione, sentenza n. 2817/2009).
In ogni caso, le Sezioni unite hanno precisato che l'inesistenza della notifica – non solo degli atti processuali, ma anche degli avvisi di accertamento – rappresenta sempre un'invalidità insanabile a causa delle gravissime irregolarità del procedimentonotificatorio (sentenza 19854/2004). Al contrario, invece, nelle ipotesi di nullità della notifica, il vizio può essere sanato dalla proposizione del ricorso.

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