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Senza assicurazione tre milioni di auto

di Antonella Baccaro

 

ROMA— Tre milioni di auto fuorilegge circolano sulle strade italiane. Sono le vetture prive di copertura assicurativa o con il contrassegno contraffatto. Tre milioni su un parco macchine di 45 milioni: quasi il 7%. Un fenomeno crescente, soprattutto nel Meridione d’Italia. Il dato, emerso ieri durante il question time del ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, alla Camera sulla Rc auto, deriva dall’incrocio dei dati in possesso della Motorizzazione civile con quelli delle compagnie assicurative, rappresentate dall’Ania. Un incrocio che per ora si ferma qui. Perché per poter fare il passo successivo, cioè individuare e perseguire i titolari dei 3 milioni di macchine che circolano senza copertura, occorre la creazione di quella che l’Isvap (l’istituto che vigila sul settore) chiama «Unità Antifrode» . Si tratta di «un’apposita struttura di intelligence con compiti investigativi (attraverso una attività di raccolta, incrocio ed analisi dei dati presenti nelle diverse banche dati esistenti) propedeutici all'eventuale segnalazione di fenomeni fraudolenti all’Autorità giudiziaria nonché alle stesse imprese di volta in volta interessate» . Di questa Unità Antifrode si parla ormai da anni, la novità è che la sua istituzione potrebbe essere inserita nel testo di legge sulle misure di contrasto alle frodi assicurative che, come ha detto ieri lo stesso ministro, «è in fase di elaborazione da parte del Comitato Ristretto» alla Camera. «L’organismo -ha spiegato Romani -in collaborazione con un apposito nucleo di polizia, dovrebbe favorire le attività di contrasto alle frodi, nonché supportare le doverose attività di verifica e denuncia delle imprese di assicurazione» . Intanto, come ha ricordato in una delle sue ultime audizioni parlamentari il presidente dell’Isvap, Giancarlo Giannini, il numero dei sinistri causati da veicoli non assicurati, che poi vengono pagati dal Fondo Vittime della Strada, aumenta soprattutto al Sud dove si richiede il pagamento del 60%di questi risarcimenti (il 40%nella sola Campania). D’altra parte, fa notare l’Isvap è «in crescita è altresì il numero delle imprese che operano nel territorio della Repubblica senza autorizzazione: negli ultimi 18 mesi ne sono state individuate diciassette, cinquanta dal 2002. Si tratta di vere e proprie compagnie fantasma dedite al raggiro dei cittadini con l’offerta di premi esigui dietro ai quali non ci sono né strutture né riserve né, ovviamente, risarcimenti. E che vendono bollini contraffatti. E il livello dei premi, spesso impeditivo per molti cittadini, è proprio l’altra faccia del fenomeno dell’evasione assicurativa. Lo afferma l’Isvap nella «Segnalazione al Palamento e al Governo in materia di assicurazione» : «Si sta acuendo il fenomeno dell’evasione dell’obbligo assicurativo da parte dei cittadini, proprio per l’effetto dei premi elevati, talora insostenibili in alcune zone d’Italia» . Premi elevati che, a parere dell’Autorità, non sono giustificati e perciò configurano un’elusione dell’obbligo a contrarre. Dal giugno 2010 al dicembre scorso l’Isvap ha avviato 14 istruttorie per «sospetta elusione» nei confronti di altrettante compagnie che «praticavano tariffe talmente elevate, con punte di 8.500 euro, da scoraggiare l’acquisto della copertura» . Oltre all’Unità Antifrode, il ministro Romani ieri ha indicato altri strumenti per combattere l’evasione, come la dematerializzazione del contrassegno assicurativo e la sua gestione informatica. Misure proposte anche dall’Isvap, che però avanza anche l’ipotesi d’inasprire le attuali sanzioni che oggi prevedono nella nuova versione del 2009, in caso di circolazione senza copertura assicurativa, una sanzione tra i 779 euro e i 3.119 euro, in caso di documenti falsi anche la confisca amministrativa. Per l’Isvap la confisca deve essere prevista sempre, anche nel primo caso.

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