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Sentenze pro contribuente sempre esecutive

Anche le sentenze favorevoli al contribuente sono esecutive prima del passaggio in giudicato. Incluse quelle depositate prima del 1° giugno 2016, data di entrata in vigore del nuovo articolo 69 del dlgs n. 546/1992. Per l’applicazione della nuova norma, la data rilevante è quella di proposizione del ricorso per ottemperanza: se successivo all’operatività della riforma, allora l’ufficio deve procedere al rimborso, senza attendere l’esito del giudizio di cassazione. A stabilirlo è la Ctr Veneto nell’ordinanza n. 18/7/18, resa lo scorso 16 gennaio.

Il caso vedeva coinvolta una fondazione, già vittoriosa in Ctp (2010) e Ctr (2012) nei confronti dell’Agenzia delle entrate in un contenzioso sulla restituzione di circa 800 mila euro di imposte pagate in eccesso. A seguito del rifiuto dell’ufficio all’erogazione delle somme, la contribuente attivava il giudizio di ottemperanza a norma dell’articolo 70 del dlgs n. 546/1992.

Con l’attuazione della delega fiscale, infatti, il dlgs n. 156/2015 ha previsto l’immediata esecutività delle sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente (in precedenza vincolanti solo dopo essere diventate definitive). La norma è entrata in vigore il 1° giugno 2016. Con la circolare n. 38/E del 2015 l’Agenzia ha affermato come il nuovo meccanismo operasse per le sentenze «depositate» dopo detta data. Essendo nel caso in esame la decisione risalente al 2012, pertanto, le Entrate opponevano il rifiuto a eseguire il rimborso. A parere della fondazione, rappresentata in giudizio dall’avvocato Diego Conte dello studio De Berti Jacchia Franchini Forlani, in assenza di una disposizione transitoria che salvaguardasse la previgente normativa si sarebbe dovuta invece utilizzare la nuova.

Tesi, quest’ultima, condivisa dal collegio veneto. Secondo la Ctr, infatti, il principio del «tempus regit actum» non va applicato con riguardo alla data di deposito della sentenza da eseguire, bensì «al momento di proposizione della domanda del giudizio di ottemperanza». Viceversa «verrebbe meno la corretta interpretazione di una normativa innovativa, il cui fine era di introdurre il principio dell’esecutività per tutte le sentenze delle commissioni tributarie». Da qui l’accoglimento dell’appello per ottemperanza, con l’ordine all’amministrazione finanziaria di procedere al pagamento del rimborso entro 90 giorni, previa prestazione di idonea fideiussione da parte del contribuente.

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